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Vivo e cristallo

“I serpenti non sono infidi. L’Eden non è paradiso: è ignoranza. L’uomo era un giocattolo per il divertimento degli dèi, e gli dèi volevano che rimanesse così. Ma il Serpente, la Spirale che dalla 2b70859b5a990f498d7baafb9a0e0379terra sale lungo il tronco della vita per coglierne i frutti, mise in mano all’uomo la prima conoscenza, la più importante: la conoscenza di sé. L’uomo smise di essere il giocattolo degli dèi e divenne senziente.”
Amelia si appoggiò alla ringhiera di protezione e guardò nell’abisso. Là sotto la notte era già arrivata. Era tutto nero.
“Il Serpente è un principio creatore, un portatore di bene, un simbolo di saggezza e di rinascita. E, giusto per mettere i puntini sulle i, l’uomo ha rifiutato la conoscenza, ma la donna no. Ecco perché esistono le streghe. Noi conosciamo i percorsi che gli dèi avevano sbarrato con muri e con spade infuocate, e gli dèi non possono tenerci né fuori né dentro, se noi decidiamo di fare come vogliamo. Alcuni dèi l’hanno presa bene.”
Lucia ripensò alla professoressa di religione e a come sputacchiava quando parlava della decadenza dei costumi tra i giovani moderni. “E certi altri no.”
“Indovina chi!” rise Amelia, e con l’agilità di una gatta saltò sulla ringhiera di sicurezza, sopra l’abisso.

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