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4 thoughts on “2 – I signori dei draghi”

  1. niji says:

    Finalmente indaghiamo il passato di L’wen… e ce ne pentiamo un po’! 😀
    Bellissimo davvero, sono molto curiosa di sapere come proseguirà questa storia e di capire davvero che segno avranno lasciato su Lothawen gli avvenimenti di questo libro… ho già pronto il terzo!!

  2. Ife
    Ife says:

    Dovrei essere a studiare per un esame universitario per cui sono già in forte ritardo ma non ho resistito. Ho divorato la fine di Novecentonovantanove mondi, mi sono congedata con un pizzico di malinconia da L’wen e Lars e, tornando alla ‘vecchia’ L’wen, sono arrivata alla conclusione di “I signori dei draghi”.
    Fin qui, posso dire di aver capito una cosa della tua scrittura: tu sei il tipo di scrittrice che, nel far percorrere ai suoi personaggi le loro strade, non ha remore a farli soffrire. Li metti lungo un percorso che spesso porta a delle perdite, a scelte dolorose e a rinuncie, senza addolcire il colpo e senza improvvisi colpi di fortuna che vengano loro in aiuto ad alleviare la situazione. E’ una qualità che ti invidio perché non la possiedo: personalmente tendo a minimizzare le perdite e i dolori che i miei personaggi devono affrontare e quindi, pur avendo letto e perfino apprezzato scrittori col mio stesso ‘difetto’, guardo sempre con maggiore ammirazione chi, al mio totale opposto, riesce a descrivere con decisione e naturalezza un percorso anche doloroso costeggiato di sbagli, capovolgimenti della sorte e perdite dolorose.
    Detto questo, le cose che mi sono piaciute sono tantissime e non mi basterebbero diecimila commenti per elencarle tutte, quindi mi limito a dirti che ambientazione, storia e personaggi mi hanno tutti completamente conquistata. Il mondo da te creato è mirabilmente descritto e quasi ‘vivo’, i tuoi personaggi si fanno amare o odiare come fossero reali e la storia l’ho praticamente divorata a capitoli interi ogni qual volta avevo un secondo di tempo. Tutti i tuoi personaggi mi sono rimasti nel cuore, e mi sono così trovata ad adorare Yanel ed Arkan, ad ammirare la forza d’animo di Ella, a sognare di defenestrare Kredis quasi un milione di volte, a temere Arther e ad osservare con trepidazione il misto di attrazione e rifiuto tra Lothawen e Andror. Soprattutto, ho odiato con passione Dhilarin e, a causa sua, ho visto crescere L’wen dalla ragazzina che voleva soltanto essere una maga alla donna forte e segnata dal dolore che è ora. Lo avrai capito, non vedo l’ora di vedere come continuerà questo percorso! ^^
    Intanto posso dirti che a fine de “I signori dei draghi”, con tutte le sue perdite inevitabili, è stata per me un vero colpo allo stomaco e a questo punto non riesco davvero ad immaginare cosa prospetta il futuro di L’wen e Dhilarin…

    Okay, come vedi la mia logorrea ha avuto la meglio come al solito ma ora (immagino con tuo enorme sollievo) mi congedo per tornare -purtroppo- a quella piaga che sono i miei studi. Da ora, avrò poco tempo a disposizione quindi credo che farò una pausa dalla storia di Lothawen (anche perché è ancora lunga davanti a me e non voglio leggerla a scaglioni) e proverò a leggere con calma Il Lamento dell’Usignolo, che è più breve e -ho sentito dire- con un ‘clima’ decisamente più pesante, quindi tanto vale raccogliere il mio coraggio finché lo possiedo ancora! ^.^

    1. Lem
      Lem says:

      Uaaaaa, non vedo l’ora che tu mi dica cosa pensi de ‘La dea maledetta’, che per varie ragioni è il romanzo della saga a cui sono più legata. Sono davvero curiosissima!
      Ti ringrazio per tutte le belle parole su ‘I signori dei draghi’, di solito chi arriva alla fine tende a minacciarmi di morte e torture di vario tipo, più o meno nominabili. Come hai notato, a me non piace edulcorare e risparmiare, cerco di essere realistica in questo, perché il fatto di trovarsi in un fantasy non fornisce la soluzione indolore a tutti i guai… anzi. Quelli grossi devono ancora venire.
      Il Lamento dell’Usignolo è il mio romanzo più datato, il clima è opprimente e la storia d’amore che racconta è abbastanza malata, ma ricordo che scriverlo è stato catartico, per avermi permesso di calarmi in una mentalità e in un contesto lontanissimi da quelli che sento come miei. In questo senso, è un romanzo a cui devo moltissimo.
      Grazie ancora per il tuo apprezzamento e in bocca al lupo per gli studi!

  3. Milla Grattastinchi Renzi De Medina says:

    in questo momento sono intenta a piangere disperatamente per la morte di Arkan e della città e di sollievo per la vita di Azerhyon e di Alexion e di Yanel e di Lothawen stessa

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