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1 – La Stella Scarlatta

Si riscosse dai rimpianti come un cane si sgrulla l’acqua di dosso e cominciò a cercare. Attraversò quel buio sconfinato a una velocità impensabile, sfiorando comete, accarezzando pianeti, osservando le stelle, per un tempo infinitamente lungo, tanto che, quando a un certo punto si fermò per guardarsi indietro un’ultima volta, vide che la gigante rossa, la sua patria morente, era diventata una delle tante luci accese nell’universo, dai vaghi bagliori rossicci. Una stella scarlatta tra milioni di stelle, nient’altro.
Eppure, anche da quella distanza, sentiva che il legame con essa non si era spezzato, un filo sottile gettato nell’immensità del cosmo, che li avrebbe uniti per sempre.

(Genesi di Engelia, 5, 6)

 

Molto prima che il primo uomo sollevasse le mani dal suolo e camminasse eretto, molto prima che una quindicenne alzasse gli occhi a guardare un cielo ogni giorno più scarlatto, molto prima della nascita del primo dio e del primo verme, Engelia divenne la Sua dimora.
Scelse così, e così fu.
Tutto quello che venne poi fu soltanto la conseguenza di una scelta.
E’ così che accade, dicono.
Solo per utenti registrati e autorizzati.

ELENCO CAPITOLI

Genesi
prologo
Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10
Capitolo 11
Capitolo 12
Capitolo 13
Capitolo 14
Capitolo 15
Epilogo

6 thoughts on “1 – La Stella Scarlatta”

  1. isa says:

    Devo dire che rilleggerlo dopo tanto tempo è stato interessante.
    La L’wen del primo libro è molto diversa da come diventerà…per forza di cose.
    Mi ricordo i commenti fatti nei quali ti chiedevo se non ti eri ammorbidita (dopo aver letto “Il lamento dell’usignolo”) e mi ricordo la tua risposta. In effetti è davvero piccola. Ma crescerà…si crescerà…poverina!
    Il primo libro è come vedere delle vecchie fotografie e uno pensa…guarda come ero!
    Ecco…lei era così.
    E comunque è cambiata rimanendo sempre se stessa: bellissima, testarda, coraggiosa, impulsiva, coraggiosa, coraggiosa…
    Non vedo l’ora di riscoprire il resto.
    Isa

  2. niji says:

    Io invece lo leggo per la prima volta 🙂 in realtà ora ho già finito anche il secondo libro e per cui comincio a capire il commento precedente…. ^^; Mai pensare che Laura si sia ammorbidita!!
    Lothawen è una protagonista che mi è piaciuta fin da subito, ha un bel caratterino ed è tutt’altro che perfetta, e questo la rende molto umana!
    Come sempre è scritto benissimo, appassionante e scorrevole! <3

  3. Isabel says:

    Commento

    1. Lem
      Lem says:

      Risposta

  4. Ife
    Ife says:

    Prima di ricevere l’autorizzazione avevo iniziato con la lettura di Novecentonovantanove mondi (sì, sapevo che era ambientato molto dopo Stella Scarlatta e il resto ma non volevo aspettare, e per fortuna sono riuscita a capire ugualmente il contesto) e mi ero quindi ripromessa che ormai non avrei cominciato a leggere I mondi di Engelia fino alla fine. Ovviamente, ho resistito due giorni…
    Per adesso sono arrivata al capitolo 11, ma ho deciso di tirare le somme e dire la mia solo alla fine di Stella Scarlatta (anche per evitare un romanzo, visto che la mia prolissità è leggenda). Per ora voglio solo dire che è interessante constatare la differenza tra il tono di questa storia, decisamente più serio, rispetto a quello più leggero e scanzonato di Novecentonovantanove mondi (così come divertente è la differenza di ‘voci’ delle dueomonime L’wen tanto diverse per carattere ed educazione).
    Inoltre, mi è molto piaciuta la cura messa nell’ambientazione e, in particolare, il modo in cui hai gestito il culto del dio Miorg. Di religioni politeiste, infatti, nelle storie fantasy se ne trovano a bizzeffe e quando si parla di un dio del fuoco tutti, che sia nelle fanfiction o nei romanzi, tendono a conferirgli attributi simili se non uguali (il che non è poi così sorprendente, l’immaginario collettivo legato all’elemento fuoco lo condividiamo tutti e discostarsene troppo solo per essere originali a tutti i costi potrebbe rivelarsi perfino controproducente). Tu, però, sei riuscita a dargli una voce tua con elementi innovativi quali l’idea di sistemare la sede del culto in una palude insalubre o creare i Rifulgenti e la spada dal doppio taglio, e questa è stata una cosa che ho molto apprezzato.
    Detto questo, non posso trattenermi dal farti una domanda.
    Ho sempre trovato che creare l’ambientazione sia una delle parti più impegnative (ma anche una delle più divertenti e soddisfacenti) per uno scrittore di fantasy. Volevo quindi chiederti come è nata Engelia.
    Ambientazione e storia ti sono venute subito in mente quasi in contemporanea come (si dice) è successo alla Rowling (non che nel suo caso ci volesse molto: amo il mondo di HP ma diciamocelo, l’ambientazione è piuttosto semplicistica e presenta buchi neri grossi come elefanti africani) ?
    Oppure il mondo di Engelia è stato creato poco a poco, un paese dopo l’altro e aggiungendo di volta in volta nazioni e particolari legati alla storia e ai personaggi man mano che ti venivano in mente?

    Scusa se ti ho infastidito con questa domanda ma ho sempre pensato che i retroscena di un romanzo fantasy possano essere interessanti come la storia in sé e mi piacerebbe sapere il processo che ti ha portata a creare Engelia così come sto imparando a conoscerla! =)

    1. Lem
      Lem says:

      Ciao, nessun fastidio, anzi, grazie per avere letto e avere commentato in maniera così articolata *.* Scrivi pure un commento-romanzo, non farti problemi!
      Sono felice di leggere che sei riuscita a capire 999mondi anche senza il background di Engelia; la mia intenzione era proprio quella, quindi il tuo feedback mi fa un piacere enorme. Davvero, grazie.
      Venendo alla tua domanda, il mondo (anzi i mondi ) di Engelia sono qualcosa che ho concepito e definito nel corso degli anni, attraverso molte scritture e riscritture della saga – e davvero, le prime stesure di quando ero ragazzina è meglio che siano andate perdute. Bleah. La storia, a grandi linee, è sempre stata quella ma, con il tempo, e con un po’ di studio, ho definito la mitologia di Engelia e tutti i simbolismi che mi servivano per raccontarla. Il dio Miorg, per esempio, non è soltanto un generico ‘dio del fuoco #5436’, ma come vedrai più avanti, è un simbolismo che le genti di Engelia hanno utilizzato per spiegare determinati fenomeni avvenuti nel loro mondo… ma è anche un dio. Ma anche no. Insomma, un gran casino XD Il fatto che sia venerato alla foce del fiume, fetentissima palude, non è casuale, perché il fiume si è formato quando *si censura* e sotto la palude il fuoco di Miorg c’è, eccome. E non per caso. I Rifulgenti non stanno (stavano) lì per caso, il doppio taglio della spada ha un simbolismo che verrà definito moooooooolto più avanti… e via dicendo, per tutto quello che c’è nella saga.
      Quindi direi che per me vale la seconda risposta, ho costruito un poco alla volta questo universo, cercando di fare in modo che fosse unitario e coerente. Ho cercato di evitare le cose ‘fighe perché sì’, e rimanere strettamente sulle cose ‘logiche perché logiche’.
      Non so se mi sono spiegata… partendo dalla storia nuda e cruda che volevo raccontare, ci ho messo i riferimenti mitologici, i simbolismi, e tutti gli elementi che mi servivano per raccontarla al meglio. Posso solo sperare di esserci riuscita…

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