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I mondi di Engelia

Come ogni estimatore del fantasy sword and sorcery che si rispetti, anch’io fin da bambina ho immaginato il mio universo. Di tutte le mie bugie, questa è quella che quasi mi ha convinto essere vera, di conseguenza è quella che amo quasi fosse vera. E’ un’opera-fiume: quattro volumi di circa un milione di caratteri ciascuno per la prima saga, mentre la seconda è in corso. Attualmente sono al sesto volume, ovvero il secondo del secondo ciclo. Nel mezzo, ho scritto un romanzo semiserio, una specie di fanfiction di tutto il pantheon.
Quando mi racconto una bugia, ce la metto proprio tutta per intortare chi ci capita dentro, e siccome la prima a capitarci dentro sono io, devo raccontarmela proprio bene. Autoplagiarsi è meno facile di quanto sembri.

Lothawen

L’immancabile protagonista gnocca. Capelli rossi, occhi dorati, straordinari poteri magici e destino di grandezza. Non mi sono fatta mancare niente.

Una cosa che amo particolarmente di questa mia opera è che, quando alla fine sono tornata da questa parte, ho scoperto che in essa c’era tutto quello che ho sempre amato nella narrativa fantastica, dai clichè più banali agli scatti imprevedibili, quelli che avrei-tanto-voluto-leggere-ma-porcaloca-nessuno-ha-mai-voluto-mentirmi-su-questo.
C’è la quest dell’eroe che occupa quasi tutto il primo libro: l’inevitabile viaggio alla scoperta di Engelia che porta a scoprire la crescita dei personaggi. Banale, certo, ma il fantasy è anche – se non soprattutto – quest, e sono felice di averne potuto scrivere. Anche perchè poi non ho mai più scritto niente di simile. Mi piace, la mia quest. Partiamo da un mondo magico perché ignoto a un mondo pericoloso perché svelato. Qualcuno senza fantasia lo chiama crescere.
C’è, naturalmente, la scoperta su Engelia, e su ciò che rappresenta e custodisce; c’è un nemico tenebroso, malvagio e ambiguo, i cui intenti diventeranno chiari poco a poco; ci sono i buoni, ci sono i cattivi, e ci sono quelli che oscillano un po’ da ambo le parti.
Ci sono draghi, creature mitologiche, profetesse invasate, oracoli criptici, menzogne che nascondono verità peggiori di qualsiasi bugia (e a quale altro scopo mentiremmo, altrimenti?), uomini, donne, un sole che sorge e che tramonta, il profumo dell’erba e lo scintillare dell’acciaio.

Alexion new

Il companion forte e abile, sempre per non farmi mancare niente.

Se c’è qualcos’altro, qualcosa di più, nella mia bugia suprema, spetterà a voi deciderlo.
Secondo me c’è.

NB: Engelia è, come già spiegato, la mia bugia più antica e amata. Forse non è nemmeno la migliore, nel senso che se amate le bugie fantascientifiche, le bugie erotiche, o un altro tipo di fantastico, preferirete altro
Ma qui, in questo posto, ogni singola parola è stata curata, lisciata, lucidata, coccolata finchè non è diventata LA parola per parlare di quella menzogna, in quella frase, in quel capitolo. Vi sfido a trovare un frammento di bugia, in Engelia, che non sia del tutto rispondente all’armonia della menzogna generale.
In altre parole, se trovate cazzate in Engelia, ditemelo e vi farò un monumento. Ma tanto non ci riuscirete ^_^

Yanel

Creatura centenaria simil elfica con spada magica in dotazione. Ho già detto che non mi sono fatta mancare niente?

Per questi motivi, I mondi di Engelia sono accessibili solo agli utenti registrati e autorizzati.
È il cuore pulsante di questo sito, e non esiste una sola metafora, per quanto asettica, nella quale si possa far passare per saggio il fatto di affidare un cuore pulsante al primo che passa. Almeno una laurea in medicina, suvvia ^_^
Bene, credo di avervi spiegato abbastanza bene questa mia menzogna. Adesso non vi rimane che ascoltarla.

Cominciamo.

Cominciamo, allora, da una stella morente, una gigante rossa nella quale l’unica forma di vita rimasta non è nulla che sia vivo in senso stretto, eppure è il nucleo di qualsiasi cosa viva, in Engelia e altrove…

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