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Le letture del mese #1

Cerchiamo di fare ordine nel marasma di libri che vorrei commentare dandomi un obiettivo concreto: parlare ogni mese delle letture che ho fatto, belle o brutte, abbandonate o divorate.
Poi, siccome non sono una macchinetta e non ho sempre il tempo o la voglia di mangiarmi un libro o due a settimana, può pure essere che un mese non leggo niente e che rileggo qualcosa, di cui fedelmente parlerò.
Fedelmente.
Vabè mica è un patto di sangue, dai.

51fhNuLZkpL._SX322_BO1,204,203,200_SOLO PER SEMPRE TUA – Louise O’Neill

Questo libro mi ha causato una notte di sonno disturbatissimo dopo tre giorni di febbrile lettura. Il target è quello degli young adult, gli adolescenti, e posso solo dire: finalmente. Finalmente un romanzo dedicato a questa fascia d’età che non tratti gli adolescenti come una manica di scimmioni cerebrolesi che vanno avanti a botte di ormoni ed eccitazione sessuale in fase di risveglio.
Riassumo brevemente la trama, di cui ho già parlato nella mia pagina Facebook: Le protagoniste sono isabel e freida, con i nomi scritti in minuscolo perché loro non sono persone: sono ragazze. Esistono e sono state progettate in laboratorio solo e unicamente per diventare le compagne degli Eredi, i maschi che potranno sceglierle.
Quello che succede a chi non viene scelta è quasi superfluo dirlo, ed è la ragione di una guerra spietata tra le ragazze, tra sorrisini falsi e false amicizie, tra complimenti fatti al solo scopo di riceverne, pugnalate alle spalle, sensazione di essere sempre inadeguate, crolli nervosi che vanno mascherati perché nessuno vuole una ragazza musona, e via dicendo.
E’, finora, il sequel ideale de Il racconto dell’ancella, un libro che consiglierei a chiunque ma che attualmente è fuori catalogo.
Questo invece è uscito a maggio e lo trovate dappertutto.
La cosa che più mi ha colpito, nella raffica di cazzotti che vi stendono a ogni pagina, è l’estrema onestà intellettuale con cui l’autrice ha tratteggiato il suo ‘dominio maschile’: non è un Eden per l’uomo che ha ‘sconfitto’ le donne. Per niente. In una società tanto oppressiva verso il sesso femminile, quello maschile se la passa altrettanto male: se in un uomo c’è qualcosa di buono, di gentile, di evoluto, una società del genere procederà a estirparlo senza pietà, a schiacciarlo, a fargli talmente tanto male che alla fine, per puro istinto di sopravvivenza, quest’uomo si adeguerà e diventerà spregevole come gli altri. Non per colpa sua: non ha scelta, davvero.
È il libro che conferma un’idea che avevo, che però finora era rimasta solo ipotetica, un pensiero vago continuamente smentito dalla realtà dei fatti: lo YA non è una categoria che fa schifo tout court, per definizione. Letterariamente parlando, l’adolescenza è un’età interessantissima, nella quale succede di tutto: scopri che i tuoi genitori non sono infallibili, capisci che se vuoi qualcosa devi fare delle rinunce, scopri qual è il tuo obiettivo nella vita, impari impari impari, prendi musate, scoppi per la prima volta in lacrime davanti a un’opera d’arte, decidi che non farai MAI quella tal cosa a costo di morire di fame, oppure realizzi che dovrai farla anche se non ti piace… gli YA in cui mi sono imbattuta finora erano tutti, TUTTI, centrati su ‘lei incontra lui e si risvegliano gli ormoni’.
Per piacere. C’è tanto, tantissimo da dire. Sono per sempre tua dice una delle tante cose che esulano da ‘lovviamoci e trombiamo che finora non avevo capito niente della vita’.
Ho già comprato l’altro libro della stessa collana, Onora il padre, di Eliza Weiss, e spero che confermi l’idea positiva che mi sono fatta in merito alle scelte di questo editore.

downloadDIONISO – archetipo della vita indistruttibile, di Kàroly Kerènyi

Qui andiamo sulle letture che probabilmente piacciono solo a me, ma se non ne parlo, credo che non troverò mai altri disagiati capaci di farsi venire gli occhi luccicanti per la scoperta di vecchi cocci con dei disegni sopra.
Kerènyi esplora le origini cretesi del dio, in un culto che è nato molto prima che i miti attici lo rendessero figlio di Zeus e di Semele (o di Persefone, anche se questa versione piace soprattutto ai fanwriter). Un culto antichissimo, che affonda le radici nel tardo Neolitico, quando il vino non era ancora stato scoperto e il tesoro fermentato era il miele.
E una dea cretese, che non avrebbe mai dovuto lasciare Creta, e che il dio ha provveduto a riprendersi quando l’invasore ateniese l’ha condotta via con sè, fuori dal labirinto…
Okay, brutalmente mi fermo qui, per un motivo molto semplice: questo libro non l’ho letto a scopo esclusivamente ludico. Chi deve capire capirà XD

20160525_105159_resizedHermes e Dioniso & La grazia pagana (Artemide, Hestia e Mnemosine), di Ginette Paris

Faccio una tantum perché questi libretti sono molto smilzi e in due fanno praticamente un libro solo. Avevo apprezzato moltissimo La rinascita di Afrodite, perciò sono andata in biblioteca a prendermi gli altri due pubblicati in italiano di quest’autrice, curiosa di sapere cosa avesse da dirmi su altre divinità del pantheon classico, dal punto di vista psicologico.
Hermes e Dioniso mi è piaciuto, La grazia pagana no.
In sintesi, l’analisi del dio della comunicazione e del dio dell’estasi è stata molto interessante, e la consiglio a chi vuole approfondire gli aspetti simbolici e metaforici delle divinità in esame. Hermes è il dio della comunicazione, quindi attualissimo, Dioniso è una divinità che rappresenta aspetti che nell’uomo moderno sono diventati quasi nevrosi, in quanto vengono dimenticati ‘volti’ del dio che non era il caso di dimenticare. Mi è piaciuto moltissimo soprattutto il capitolo dedicato alle maschere, e condivido in pieno le conclusioni dell’autrice: è vero che molti indossano una maschera, ma quella maschera fa parte di loro. Sono loro a scegliere di indossarla e a scegliere quando togliersela. Pertanto l’idea, portata all’estremo, del gerarca nazista che manda gli ebrei nelle camere a gas e poi, tornato a casa, si commuove con Mozart, è pura ipocrisia da vigliacchi. Dioniso non si nasconde dietro una maschera: è lui la maschera. Noi siamo la somma dei volti che ci appoggiamo addosso. Molto acuto, mi è piaciuto.
La grazia pagana, invece, l’ho trovato molto superficiale e tirato via, come se l’autrice avesse usato le divinità di Artemide, Hestia e Mnemosine (la memoria), unicamente come pretesto per divulgare le sue idee. Che queste siano condivisibili o meno è irrilevante: non rappresentano ciò che quelle divinità simboleggiano, o almeno non solo. Trovo intellettualmente disonesto tenere in ombra aspetti fondamentali di un archetipo mitologico, solo perché si vuole che il lettore ne tenga a mente altri, più graditi all’autore.

41xSlwi31VL._SX335_BO1,204,203,200_Nel labirinto – Kàroly Kerènyi

Ed eccoci con un’altra lettura disagiata, ehm.
Come sicuramente saprete perché la vostra intera vita ruota attorno a questo sito e alle storie in esso contenute, il concetto di Labirinto è qualcosa che mi ha sempre affascinata. Lo trovo un archetipo straordinario e potente, sia che lo si veda come percorso iniziatico sia che diventi l’inquietante costruzione voluta da re Minosse: una casa il cui scopo non è proteggerti ma ucciderti.
Dato che – chi vuol capire capisca – era arrivato il momento di approfondire un po’ meglio, sono andata a colpo sicuro con Kerenyi, e posso dire che questo libro sottile (meno di 200 pagine) è denso e completo di tutte le informazioni che possono servire per comprendere quest’architettura letteraria, mitologica e perché no, psicologica.
Molti dei concetti espressi sono ripresi e ampliati in Dioniso, di cui ho già parlato.
Perché sì, Dioniso è entrato nel Labirinto… ma di questo parleremo un’altra volta.

Ci si ribecca il prossimo mese, con letture molto più leggere: dopo Kerenyi, si possono leggere soltanto romanzi, garantisco.
(disse colei che sta leggendo Il cacciatore celeste di Calasso, coff coff)

Spero di esservi stata utile, spero di non sembrare tropo disagiata, spero tante cose, magari una si avvererà!

 

 

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