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Il lato sbagliato delle fiabe

E dopo il tempo ciclico di Regina Di Fiori E Radici e quello che torna spiraleggiando in Vivo e Cristallo (che però ha bisogno di una revisione generale perché a forza di incartare le cose, mi sono incartata io ^^;;;;), ecco che arriva, a concludere un ideale trittico che esisteva solo nella mia testa, il tempo lineare. Cioè quello che conosciamo noi.
Le cose succedono e, quando sono successe, sono successe. Indietro non si torna. Le conseguenze sono irrimediabili, in un senso o nell’altro.
È una storia di pura avventura, stavolta: niente più speculazioni filosofiche, niente concetti complicati, solo tanta avventura, un po’ di mistero, personaggi che si ostinano a fare quello che non devono fare, una protagonista la cui peculiarità è avere crisi di nervi perché la realtà non si adegua ai concetti che si è creata nella sua testa.
C’è una montagna che cela un giardino di delizie, ci sono delle aquile a sorvegliarla, c’è un Vecchio.
C’è una villa, sulle colline, il cui terzo piano è sempre chiuso al pubblico, e che non ha un quarto piano.
C’è, naturalmente, un giovane re che deve conquistare quello che è suo, e già che c’è vuole conquistare quello che considera suo – il che, a pensarci bene, potrebbe essere la ragione delle crisi di nervi della protagonista di cui sopra.
Ma i limuli sanno essere così sexy, se vogliono…1

Perciò, se vi capita di trovarvi seduti nel giardino dietro la scuola e di vedere succedere qualcosa di strano, mentre incollate figurine e pensate ai fatti vostri, pensate molto, molto, MOLTO bene a quanto è il caso di impicciarsi.
Che il mondo, forse, è un posto assai più grande di quello che possa sembrare, e magari è talmente grande che perfino l’eternità, a un certo punto, si è trovata congelata in una prigione lontana da tutto. E non si torna a quell’eternità.
Ragazzine che si sentono brutte e OVVIAMENTE non lo sono, principi dalla carnagione levantina che non sono le creature che dovrebbero essere, una montagna cava, un gigante dilaniato che cerca la fine del suo tempo, un profumiere che è meglio avere come amico, un villain a cui ho dato un nome che farà ridere tanto alcuni miei amici.
Tutto questo se si cade nel Lato sbagliato delle fiabe.
Che può essere anche solo dietro la scuola elementare del quartiere.

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Sì, stavolta è una bilogia, non è autoconclusivo. E siccome sono una carogna, il secondo volume lo scriverò solo se sarò motivata a farlo: per adesso viaggio felice su Engelia e occorrerà essere taaaaaaaanto carini con me, per convincermi a tornare indietro da quei ridenti lidi dove tutto va bene e i personaggi sono sempre felici e ridenti u.u

  1. FRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII! []

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