Browse By

Eris e Ate

Eppure era una soluzione così semplice…

“Oh Ate, non ti avevo sentita arrivare.”
“Naturalmente, Eris cara. Mi ha attratta quel luccichio tra le tue mani…”
“Ma come sei curiosa! Perché non sei alle nozze di Teti e Peleo, piuttosto?”
“Per lo stesso motivo per cui non ci sei tu, ritengo. Non ho avuto il piacere di essere invitata.”
“E dire che siamo entrambe figlie di Zeus. Ti sembra giusto?”
“No, naturalmente. Ed è qualcosa che adoro!”
“Oh?”
“Commettono un errore! È meraviglioso, il miglior auspicio possibile per la loro unione! Sono così felice per loro, Eris cara!”
“Oh, per la spuma del mare… quando Zeus ti afferrò per le trecce e ti scaraventò giù dall’Olimpo, devi avere picchiato la testa più forte di quanto sembrasse. Sei ammattita del tutto, eh?”
“Oh Eris, tu proprio non capisci. Nessuno capisce mai, ma mi sarei aspettata che tu, la dea più preziosa di tutti, dopo di me naturalmente, avrebbe almeno afferrato l’essenza del concetto meraviglioso di errore!”
“Io comprendo solo la discordia, Ate cara. Senza discordia, non esisterebbero nemmeno gli dèi che con tanta boria passeggiano sulla testa dei mortali, come fai tu.”
“Sbagli. E mi piace.”
“Io sono colei che rende il vasaio geloso dell’altro vasaio, che lo spinge a cercare di migliorarsi per creare un prodotto migliore del rivale. Senza discordia non può esistere competizione, e senza competizione, dimmi, dove finirebbe l’umanità, se non in malora? E con l’umanità in malora, pensi che gli dèi avrebbero i tributi che tanto desiderano?”
“Tu sei il pungolo sulla schiena del bove, Eris. Non l’ho mai messo in dubbio.”
“E dunque! Io metto i mortali uno di fronte all’altro e li spingo a confrontarsi. Non sono una dea malevola, non è colpa mia se i mortali si fanno accecare da mio fratello Ares, che non vede l’ora di fomentare gli animi fino alla guerra e al sangue. Se lasciasse fare solo a me, andrebbe tutto bene.”
“Eppure, tu ami Ares, il tuo gemello…”
“Troppa discordia è meglio di nessuna discordia, Ate. La guerra la fanno i mortali: noi diamo al massimo qualche suggerimento.”
“Concordo con te, il che è davvero paradossale.”
“Non ci tengo proprio a mettermi in competizione con la dea che induce all’errore dèi e mortali. Se il vasaio sbagliasse nel competere con il rivale, si avrebbe un fallimento, non un miglioramento.”
“Sbagli. Meraviglioso!”
“Oh, lasciami in pace. Sei tutta matta.”
“Il vasaio che, per il tuo pungolo, sbagliasse nel competere, saprebbe qualcosa che il rivale non sa: saprebbe qual è l’errore che ha commesso, e saprebbe correggersi. Se tu sei la spinta, io sono il vicolo cieco, e il mortale che si imbatte in me, ne scopre l’esistenza. Dimmi, esiste forse una lezione più preziosa di questa?”
“Ma se non sbagliasse, giungerebbe prima al risultato.”
“Il risultato è solo una parte della conoscenza. Forse neppure la parte più importante. Tu preferiresti sapere, con certezza, che il fungo è commestibile o che è velenoso?”
“Se finissi avvelenata, mi sarebbe poco utile. E i mortali hanno a disposizione un unico tentativo.”
“Per questo è necessario che il mio operato sia lieve, e che passeggi sulle loro teste con delicatezza, sfiorandoli appena. Non posso certo fare irruzione alle nozze di Peleo e Teti, a rischio di rovinarle!”
“Beh, io posso. Ma sto iniziando a chiedermi se non sarebbe un errore di quelli che avvelenano il vasaio prima che possa arrivare a superare il rivale.”
“Gli errori vanno commessi, sorella mia. L’unico modo sicuro di non sbagliare è non agire.”
“A volte è la scelta migliore. La discordia non è adatta a un matrimonio, come non lo è l’errore.”
“L’errore si annida ovunque, e la discordia esiste nel momento stesso in cui due mortali sono uno di fronte all’altro.”
“Ma i mortali sanno volgere a loro favore tali eventi, a differenza degli dèi. È questo che mi piace di loro: ricordi quando vivevano nelle caverne e dipingevano le pareti con il sangue? Quanta strada hanno fatto da allora, grazie a noi due!”
“Non ci ringrazieranno mai, ahimè. Quel tuo dono è inutile, Eris cara.”
“Chissà… a questo banchetto sono invitati tutti gli immortali, in fondo.”
“Credi che la saggezza dei nostri congiunti sia superiore a quella dei mortali che li venerano?”
“Non è una convinzione che si possa esporre alla dea dell’errore, Ate. Ma se ripenso a quel giorno, quando Prometeo, discordando con Zeus su ciò che meritavano gli uomini, rubò il fuoco che li avrebbe salvati, direi piuttosto che è la saggezza dei mortali a superare la nostra.”
“Sei così dolce, Eris dalle morbide ali. Come mi dispiace che il tuo gemello approfitti sempre del tuo operato per volgere tutto in suo favore!”
“Oh, Ares ha molte qualità che mi spingono a perdonarlo, se capisci cosa intendi.”
“Indubbiamente. Ed è generoso nell’elargirle alle povere dee rattristate.”
“Dunque è così, Ate? Una di noi due è in errore, e dobbiamo capire chi?”
“Comunque vada, per me sarà una trionfo, Discordia. Ma forse per te sarebbe umiliante, e non ho cuore di chiederti di entrare non invitata a quel banchetto.”
“Che razza di piccola infida! Come pensi che potrebbe esserci discordia, solo perché vado a consegnare un dono alla sposa?”
“Sarebbe questa mela? Ecco perché luccicava così, è tutta d’oro! Mirabile!”
“Che errore vuoi che possa esserci?”
“L’errore è sempre in agguato, Eris. A volte penso che tu ignori l’enormità del tuo potere: e dire che è così grande.”
“Non fare finta di essere rammaricata, Ate dalle trecce lucenti. Vieni con me, allora. Ci somigliamo tanto che potrebbero scambiarci l’una per l’altra.”
“Fammi vedere il tuo dono… oh, come splende. Darei non so cosa per averla io. Ma cosa c’è scritto?”
Alla più bella. Mi sembrava un augurio appropriato per una sposa, nel giorno delle sue nozze.”
“Di certo lo è. Ma là dentro ci sono dèi e dee di ogni tipo, e sono davvero curiosa di vedere come andrà…”
“Come vuoi che vada?”
“Chi lo sa, Eris.”
“Credi forse che qualcuno sia così sciocco da pensare che la mela non sia destinata a Teti? Sarebbe un errore troppo stupido perfino per le dee nostre congiunte!”
“Questo tuo inciso ha tutta l’aria d’una sfida, Eris cara. Sarà la discordia a generare l’errore, o l’errore a portare la discordia?”
“Dilemma tormentoso. Potremmo lanciare in aria la mela e risolverlo.”
“Lanciala, dunque!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

*