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La rinascita di Afrodite e un altro libro

Non amo commentare negativamente un libro: sono della scuola di pensiero secondo cui, se un libro è immeritevole, la cosa migliore è non parlarne e lasciare che scivoli nel nulla, soprattutto se si tratta di microlibri di editori di nicchia che, alla fin fine, non saranno mai best seller – salvo casi particolarissimi ed eccezionali che non dipendono certo da quattro chiacchiere su un sito.
Così, quando ho letto un libro che non mi piaceva, ho aspettato a commentarlo in modo da poterlo controbilanciare con un altro libro, stesso editore, che invece secondo me merita moltissimo. Tanto che penso comprerò altri volumetti di questo editore, in particolare dell’autrice che ho apprezzato.
Quindi, per il ciclo ‘preferisci prima la notizia bella o quella brutta’, parto con il commento negativo, così me la sbrigo subito.

31bk-hIltALTitolo: Persefone – La luce del buio
Autrice: Elda Fossi
Editore: Moretti e Vitali
Pagine: 136
Prezzo di copertina: 12 euro (sì, lo so)
Ebook: NO (idem come sopra)
Quarta di copertina:
Kore, la-bambina-della-mamma, è rapita da Ade e condotta nel suo Regno oscuro. Là, lontana dalla madre, Kore contatta gli dèi e le Ombre che dimorano nel Regno, trova il tesoro di cui la dipendenza
l’aveva privata, scopre il suo valore e il suo nome, e diviene Persefone, Regina degli Inferi e padrona di sé. Il Regno oscuro, con i suoi dèi, le sue Ombre e le sue leggi l’abbiamo dentro di noi. Il Regno è il nostro inconscio, gli dèi che l’abitano sono archetipi introiettati nella nostra psiche, le Ombre sono le parti di noi che abbiamo negato, respinto nel buio, perché era troppo doloroso, o vergognoso, o pericoloso farle vivere con noi. Sono il tesoro che Ade preserva per noi nei forzieri della Caverna, perché possiamo recuperarlo, scendendo nel suo Regno, e divenendo, come Persefone, sovrani e padroni di noi stessi. Per compiere con sicurezza la discesa ed il ritorno abbiamo bisogno di chiamare a noi Persefone, Signora dell’Oscurità, che ci mostra la via narrandoci un racconto che è anche un viaggio Iniziatico.

Considerando la scarsità di studi esistenti sul mito di Persefone in italiano, e visto che la rielaborazione in chiave psicoanalitica del mito mi sembrava interessante, ho acquistato questo libretto malgrado il prezzo di copertina niente affatto conveniente e l’ho letto con tutte le migliori intenzioni del mondo.
Purtroppo si tratta non di un saggio sul mito di Persefone, ma di una specie di fanfiction che mescola la mitologia classica con cose che non c’entrano niente, chakra, reiki, nirvana e compagnia cantante. Forse a qualcuno può piacere, ma per quanto mi riguarda, mi ha fatto pulsare più di una vena sulla fronte.
L’interpretazione della discesa di Kore nell’aldilà, inteso come la fanciulla che esplora i meandri di se stessa per scoprire il proprio lato adulto (Persefone), è abbastanza intuitiva – credo che tutti quelli che conoscono questo mito abbiano più o meno pensato fosse ovvio che la fanciulla, scesa in un reame oscuro, scoprisse lati di sé che ignorava, e che al suo ritorno nel mondo della luce fosse una persona diversa, un’adulta. Poteva comunque essere interessante, ma è stata davvero un’occasione sprecata.
Peccato.
Menzione speciale per la copertina, che anche se non è una delle mie raffigurazioni di Persefone favorita, è talmente iconica da attirare immediatamente l’attenzione ed esprime molto bene quello che l’autrice del libro voleva trasmettere – fallendo, a mio avviso.
Ma probabilmente questo, più che all’autrice stessa, è da imputare al fatto che il mito interpretato in chiave freudiana, tra ES, inconscio e subconscio, si può riassumere in una paginetta da intitolare ‘graziarcazzo’. Di più è noia.
Un continuo parlarsi addosso, inserendo elementi arbitrari per raggiungere conclusioni arbitrarie.

§

12998506_10154120258444605_1988268390462490370_nTitolo: La rinascita di Afrodite
Autrice: Ginette Paris
Editore: Moretti e Vitali
Pagine: 184
Prezzo di copertina: 12 euro (già meglio)
Ebook: NO (sigh)
Quarta di copertina:
Tutti considerano la sessualità come uno dei maggiori piaceri della vita, ma pochi la vivo­no come esperienza di unione profonda, co­me percorso di conoscenza interiore e di illuminazione.
Con La rinascita di Afrodite Ginette Paris ci riporta a casa, fra i miti della civiltà greca. Rilegge il mito della Dea dell’amore indican­do al lettore la via che riconduce verso il proprio mondo interiore, i bisogni profondi, le risorse sopite. Verso il “rapimento” del­l’essere vivi e gioiosi.
Afrodite “dai begli occhi” ci mostra così una sessualità che è iniziazione a stati di co­scienza, esperienza che va dall’amore sen­suale alla bellezza, e dalla bellezza all’estasi. La sua arte di amare è gioia di vivere, lonta­na tanto dalla sessualità dominata dal senso di colpa e dal peccato, quanto da una sessua­lità che è solo avventura erotica.
Rigorosa nella ricostruzione storica, la fresca scrittura di Ginette Paris spazia dal­l’antica Grecia alla contemporaneità, alla ri­cerca di una effettiva rinascita della divinità “pagana”, che, in questo senso, è divinità della vita.

Un libro che mi ha sorpresa. Piccino e tascabile, come tutti quelli di questa collana, si legge senza difficoltà alcuna: l’autrice è bravissima nel guidare il lettore nel percorso di interpretazione del mito di Afrodite, e parte da basi solide dalle quali non si discosta mai, se non per ampliare il discorso portando il ‘pensiero’ di Afrodite in epoca moderna.
Afrodite è una dea che la Grecia ellenica e classica ha progressivamente depotenziato e relegato al ruolo di moglie infedele o casus belli, il che secondo l’autrice ha delle cause precise, e molto interessanti. Okay, lo ammetto: mi è salita di 9000 punti nella stima quando, pur citando Graves, finisce di fatto per sbugiardarlo, visto che sta cacchio di Dea Madre che secondo Graves imperversava in tutto il mondo era, di fatto, un culto politeista di infinite divinità, ciascuna espressione di un aspetto dell’esistenza umana, ugualmente importanti e giuste. Non è che solo perché avessero una vagina fossero tutte la stessa cosa, insomma.1
La Paris spiega molto bene questo aspetto, insieme ad altri che del culto di Afrodite vengono sempre più spesso dimenticati o sminuiti, ridicolizzati: la forza civilizzatrice della dea, la spinta che Afrodite sa dare per indurre l’umanità a rompere gli argini e superare i propri stessi limiti. Una spinta a volte eccessiva, a volte dannosa, ma comunque necessaria a uomini e donne che vogliano definirsi tali.
Interessante e utile, per le informazioni che veicola e per l’interpretazione che fornisce, Inoltre descrive in maniera davvero suggestiva la figura, il percorso, la storia della dea stessa, alleata non delle donne, non degli uomini, ma degli esseri umani tutti.
Leggerò sicuramente gli altri saggi di quest’autrice pubblicati dall’editore!

EDIT DEL 04/05/1016:
Vi allego qualche pagina di La rinascita di Afrodite, con dei passaggi che mi sono piaciuti particolarmente. Spero possano interessarvi, io li ho trovato davvero molto acuti.

Clicca per ingrandire.

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  1. e meno male che c’è ancora chi ritiene Graves un antesignano del femminismo: ma come si può pensare che un tizio che, trovando una scultura con due tette, pensa che siano l’unico elemento di valutazione del quale tenere conto, abbia rispetto del genere femminile? Mistero []

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