Orgoglio fantasy


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9 thoughts on “Orgoglio fantasy”

  1. Vale
    Vale says:

    Ecco. Io non sono abitualmente una lettrice di fantasy, non è il mio genere (anche se ogni tanto mi piace immergermici). Ma lo stesso mi dà davvero fastidio questo atteggiamento italico contro il fantasy. Tipo la tale Elena Stancanelli, che oh, non c’è niente da fare, ogni volta che si parla di genere, storce la bocca e dice qualche cavolata (a partire dall’ormai sdoganato “monnezzone” (definizione sua di romanzo fantasy). E la cosa che più mi dà da pensare è: perché ogni volta che si deve parlare di fantasy in ambienti un po’ più – diciamo – mainstream (come trasmissioni alla radio) chiamano lei, per parlarne? Che ne saprà mai la Stancanelli di fantasy?

    1. Lem
      Lem says:

      Semplicemente bisogna dimostrare di avere gusti elitari e selettivi, e l’unico modo per farlo è defecare altezzoso disprezzo verso qualcosa che non riguarderà mai chi sta parlando.

  2. Tatiana says:

    Oh si grazie!
    Qualcuno che renda giustizia!
    Grazie e ancora grazie Lem!
    parole sante!

    1. Lem
      Lem says:

      You’re welcome!

  3. Andy says:

    Assolutamente d’accordo con tutto quello da te scritto, il problema poi che in Italia il fantasy è legato ancora alla idea tolkeniana del genere, un gruppo di diverse razze con una quest per eliminare il cattivone di turno.
    Ma oltre le “cronache del ghiaccio e del fuoco” di Martin, pubblicizzate sopratutto grazie alla serie tv, vi sono saghe e romanzi molto complessi e ben scritti che farebbero impallidire scrittori italiani e non considerati di alto livello in altri generi.
    Parlo di opere come “il libro malazan dei caduti” di Erikson, oppure “the first law” di Abercrombie ecc…
    Qiu da noi il fantasy è visto come un genere per nerd oppure per nazifascisti…:-(

    1. Lem
      Lem says:

      Che sia il genere dei nazifascisti mi giunge nuova. Nel senso: i nazifascisti sanno leggere? O_O
      Che il problema italiano sia con la lettura più che con il fantasy è verissimo, ed è un argomento talmente enorme che fa sparire la rabbia di vedere un genere letterario, che merita rispetto, trattato come se fosse spazzatura. Ma solo perché l’incazzatura generale prevale su quella particolare.
      In questo, che perfino chi scrive (e pubblica) fantasy si premuri di specificare che sì, è fantasy, però trascende, insomma ci sono dentro anche cose serie e importanti, si parla di argomenti d’attualità e oltre a essere fantasy è pure un giallo con un tocco di romance che però supera la definizione di letteratura di genere quindi alla fine può leggerlo anche chi legge libri ‘veri’, proprio non aiuta.

      1. iac says:

        In linea generale la destra cosiddetta “estrema” ha sempre strizzato l’occhio alla mitologia norrena, ma questo è un argomento troppo ampio.
        Questo fenomeno è assai diffuso anche in Germania, dove ho vissuto per qualche anno, un paio di decadi fa circa. Una mia amica hackeressa, pur essendo appassionata di fantasy e giochi di ruolo, affermava che, a parlare di rune, elfi ed epiche battaglie in pubblico si correva il rischio di passare per dei nostalgici nazisti.

    2. Selia says:

      Mah, non è che in altri paesi mi dia l’impressione di essere comunque così ben considerato. La serie TV di Games of Thrones, appunto, per essere resa appetibile proprio a un pubblico più vasti di amanti del fantasy*, si è imbarcata nello sterminio metodico di tutto ciò che c’è di intelligente della trama di GRR Martin. (*Intesi proprio come lo stereotipo di ignoranti fuori dal mondo che leggono spazzatura).

      I libri di Malazan sono una sterie sterminata e non facilissima da seguire, con molti personaggi, e secondo me soffre proprio per lo stesso motivo per cui soffrivano le “Cronache del ghiaccio…” prima della serie TV: sono libri troppo complicati da lanciare su larga scala per un genere che fino a qualche anno fa usava come cavallo di battaglia il fatto che lo scrivessero bambini (vedi Eragon o il nostrano Libro del Destno di Elisa Rosso).

      1. Lem
        Lem says:

        E’ che ormai non traducono più niente in italiano. All’estero è un genere di intrattenimento come un altro (con sporadiche opere che diventano letteratura ‘alta’, come un po’ in tutti i generi di intrattenimento), in Italia siamo proprio a livello ‘divertimento scemo per bambini scemi’.
        Non so neanche se sperare che torni in auge o no, visto il mattatoio che è stato qualche anno fa – e adesso tutti i paladini del fantasy sono migrati su altri generi, GRAZIADDIO, e il fantasy langue in un angoletto. In Italia va così.

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