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Ade e Zeus

Perché neanche nell’Oltretomba sei abbastanza lontano dalla tua famiglia.

“Io sono il re degli dèi, il sovrano dell’Olimpo, dio dei cieli, del tuono e della folgore. Io ti dico di farlo!”
“E io sono il fratello maggiore del re degli dèi, sovrano dell’Olimpo, dio dei cieli, del tuono e della folgore, e ti dico che non lo farò.”
“La mia pazienza sta per finire, Ade!”
“Tremo al pensiero di cosa potrebbe succedere, nel regno dei morti, qualora il dio dei vivi perdesse la pazienza, Zeus. Anzi, ora che ci penso, sei qui perché hai già perso la pazienza e, in effetti, per me non è cambiato nulla.”
“Questo pasticcio è partito da te!”
“Non sono io ad avere fulminato un figlio di Apollo.”
“Tu me l’hai chiesto!”
“Io ti chiesi, fratello amato, di risolvere un problema che stava sovvertendo l’ordine naturale delle cose. Il Fato era stato sfilacciato, le Tre erano in collera: e tu non vuoi che le Tre vadano in collera, non più di quanto lo voglia io.”
“Per questo ho risolto la questione in maniera immediata. Nega che adesso si siano placate!”
“Non lo nego. Considero infatti definitivamente chiusa la questione.”
“Lo sai cosa ha fatto Apollo, per vendicare il suo figlio prediletto?”
“Considerando che i Ciclopi sono precipitati nell’Averno urlando ‘Apollo, tu sia dannato!’, nutro dei sospetti.”
“I Ciclopi forgiavano le mie folgori, Ade. Adesso come farò?”
“Nulla vieta che continuino, anche qui negli Inferi. Li metterò all’opera quanto prima.”
“E di questo ti ringrazio, ma è solo una parte del problema.”
“Fratello mio Tonante, è l’unica parte del problema nella quale posso venirti incontro.”
“Asclepio deve tornare nel regno dei vivi, Ade. Apollo ha giurato di non rinunciare alla sua vendetta, a meno che il figlio diletto non sia restituito al cielo divino.”
“E qui, fratello mio, si trova la radice dell’irrisolvibile problema. Ora, se vuoi scusarmi…”
“Torna qui, Ade. Non gli serberai ancora rancore per averti sottratto dei sudditi grazie alle sue arti mediche, spero!”
“Asclepio ha commesso forse l’unica hybris che un dio può comprendere, e verso la quale mostrare indulgenza. Il suo animo è virtuoso e Persefone lo ha già accolto nella beatitudine dei campi elisi. Ha pagato l’empietà di avere resuscitato dei morti grazie alle sue straordinarie arti mediche. Adesso avrà la sua ricompensa per le vite che ha salvato.”
“Dunque non vuoi vendicarti di lui.”
“La vendetta non appartiene all’Oltretomba, Zeus. I defunti ricevono ciò che hanno dato, niente di più e niente di meno.”
“E dunque…”
“E dunque, non osare attribuirmi la colpa delle tue intemperanze. Io ti chiesi di impedire che i morti tornassero tra i vivi, perché ciò è contro natura e contro il Fato. Se tu, prima ancora che finissi di parlare, strappasti di mano ai Ciclopi una folgore appena forgiata e la scagliasti nel mondo, colpendo Asclepio, la responsabilità è unicamente tua.”
“E che altro avrei dovuto fare?”
“Parlare con l’interessato e spiegargli la situazione poteva essere una possibilità.”
“Hai la minima idea di cosa significhi avere il tuo fiato d’Oltretomba sul collo e le Tre che sbraitano perché qualcuno ha bucato la trama del Fato, Ade?”
“Sii felice di non averli più, allora. Porta i miei saluti a Era, anche se l’ultima volta che l’ho vista era incatenata sopra la mia testa per avere congiurato contro di te e urlava che ero un debosciato perché non intendevo liberarla. Buona giornata, fratello.”
“Prima restituisci Asclepio!”
“Non posso.”
“Non sarebbe il tuo primo strappo alla regola, Ade. Vuoi che ti sfarfalli le ciglia come fece Persefone, per convincerti a lasciare andare Euridice, che atteggi le labbra a broncio, così…?”
“D’accordo, sei appena riuscito ad apparire più raccapricciante delle Erinni. Hai spaventato il signore dell’Oltretomba: va’ nel tuo regno a fattene pure vanto.”
“Non allontanarti, Ade! Libera Asclepio, ti dico!”
“Non posso, ti dico.”
“Sei il dio dei morti, certo che puoi!”
“Smetti di insistere. Ti dico di no!”
“Apollo provocherà una un’epidemia senza precedenti, se non lascerai andare suo figlio! Torna qui!”
“Dirò a Eaco, Minosse e Radamante di tenersi pronti per l’afflusso dei defunti. Asclepio non può tornare nel regno dei vivi, e basta!”
“Mi devi un favore per averti permesso di sposare Persefone!”
“Puoi riprendere tua figlia anche subito, se vuoi. Certo, dovresti affrontare l’ira della regina dell’Oltretomba nel suo regno, e dopo affrontare la collera della Primavera tra i vivi, ma non sarebbe una stupidaggine più grande di avere incenerito il figlio di Apollo, quindi…”
“Ade, per favore! Dove vai? Vienimi incontro, per una volta!”
“Non posso!”
“Sì che puoi!”
“No, ti dico!”
“Dammi una buona ragione!”
“Eccola, la tua buona ragione!”
“Ah…”
“Lo vedi, fratello? Gli occhi ti funzionano ancora, almeno quelli?”
“Eh, beh… non è messo benissimo…”
È uno stramaledetto tronco bruciato!”
“L’ho centrato proprio bene, eh? Guarda che mira, si è fossilizzato che era ancora in piedi…”
“DOVE DOVREI MANDARE L’ANIMA DI ASCLEPIO, SE LO LIBERASSI? DOVE VUOI CHE VADA?”
“Sì, ma non urlare…”
Sono il re degli Inferi e urlo quanto mi pare! Sei un idiota!”
“Ehi!”
“Hai distrutto il corpo che dovrebbe accogliere l’anima del defunto! Se l’avessi soltanto ucciso avremmo potuto ungerlo di ambrosia e nutrirlo di nettare, ma ormai non c’è più niente da resuscitare per l’apoteosi! Asclepio non esiste più!”
“Eh, ma come ti inalberi subito… quando fai così sembri nostro padre…”
“Sparisci dalla mia vista! Di’ a Caronte che deve remare come non ha mai fatto in vita sua, ti voglio fuori dal mio regno!”
“Ma dai, Ade, non litighiamo così. Pensiamo a una soluzione!”
“L’unica soluzione che posso offrirti è di salire a prendere Apollo, portarlo nel Tartaro e infilarlo a testa in giù nel ghiaccio eterno, con le natiche di fuori in modo che i dannati possano a loro piacere…”
“Uh, forse adesso sei un po’ alterato. Magari ne riparliamo quando sarai più tranquillo, che dici?”
“VATTENE!”
“Sì, sì, magari ci vediamo al matrimonio di Dioniso: lo sai che come dono di nozze ha fatto preparare da Efesto una corona di stelle, da fissare in cielo per l’eternità? Verrai, vero?”
“Corona di… stelle?”
“Sì! Guarda, se mi aiuti con questo problema dirò a Efesto di farne una uguale per Persefone, ti assicuro che si scioglierà tutta e che i vestiti le cadranno di dosso all’istante…”
“Sta’ zitto per un minuto solo, fratello. Ascolta: le stelle, il firmamento. L’immortalità. Proprio non ci arrivi, eh?”
“A cosa?”
“Oh, povero me… vieni dentro, ho bisogno di bere. Forse mi è venuta un’idea.”

 

3 thoughts on “Ade e Zeus”

  1. Moon That Never Sets says:

    Esilarante, divorato tutto d’un fiato! È sempre un piacere leggere questi sketch :’)

  2. Cielo says:

    Questo è in assoluto il mio preferito.

  3. Ayame says:

    Io muoio tutte le volte che lo rileggo.

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