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Apollo e Poseidone

Vi sono tradizioni la cui origine è così antica che nemmeno gli dèi sanno darsi una spiegazione.

“Ma che hanno tanto da guardare?”
“Non lo so e non mi interessa. Passami quella pietra… no, l’altra. Ma no, quella… oh, faccio io!”
“Ma è possibile che in questa città non ci sia nient’altro da guardare? Hanno un tempio meraviglioso, sacerdotesse bellissime, sagge e…”
“Se non ti spiace, il tuo tempio è meno bello del mio.”
“Le sacerdotesse di Apollo sono un’altra categoria: inutile che continui a tornarci sopra, Poseidone.”
“Bah, le mie sacerdotesse sono delle perle marine, sinuose come torpedini, e ti fanno rabbrividire nello stesso modo! Stasera verrai nel mio tempio e te lo dimostrerò, nipote!”
“Se la metti su questo piano non rifiuto di certo, sempre che la schiena me lo consenta…”
“Sediamoci un momento a riposare. Nemmeno un dio potrebbe spostare un altro di questi blocchi senza perire. E io che pensavo la pena imposta a Sisifo fosse, tutto sommato, poca cosa!”
“Questo succede a dare retta alle donne. Ti ricordi cosa diceva Era?”
“Non farmici pensare. La porta Scea è ancora tutta da tirare su, e Laomedonte ha forse ingaggiato qualche carpentiere per aiutarci? Ma no, quando mai! Tanto noi siamo dèi, giusto?”
“Ho una gran voglia di incenerirlo, re Laomedonte. Sta leggermente approfittando di quanto Zeus gli ha concesso. Ci metteremo dieci anni a finire queste mura, come minimo. Con questo dannato caldo!”
“Non hai dell’altro unguento per le vesciche?”
“E quando pensi che avessi tempo di prepararlo? Servirebbe anche a me, credimi. Fammi un po’ di posto all’ombra, piuttosto.”
“Passami quel mestolo, non fare il tirchio.”
“Come vorrei fosse non dico ambrosia, ma almeno un cratere di quello buono…”
“Te l’ho detto, non farmici pensare. E quelli là sotto, che ci guardano! Ma non hanno delle famiglie?”
“Fortunati loro se non l’hanno. Guarda la nostra cosa ci fa passare.”
“Beh, cerchiamo di conservare la giusta prospettiva: incatenare Zeus con quei cento nodi e giocarci agli astragali la successione al suo trono non rende noi dei parenti migliori, va detto.”
“Colpa di Era!”
“Credo che nemmeno lei se la stia passando troppo bene, in questo momento.”
“Pagherei per essere al suo posto. Incatenata sopra il Tartaro, senza dover fare niente, e con il fresco del Cocito sul viso… Ade sta cominciando a protestare, per quanto strilla, ma lei deve forse spaccarsi la schiena al servizio di un mortale? Zeus l’ha forse ripudiata?”
“Non invidiarla, zio: alla fine della pena, noi saremo liberi. Lei tornerà nel talamo coniugale, e se esiste una condanna peggiore, io non la conosco.”
“Bleah. Apprezzo come riesci sempre a rimettere le cose nella loro giusta prospettiva, Apollo… ma che vuole quel vecchio? Che sta dicendo?”
“A noi, niente. Sei tu che odi le invocazioni dei mortali, quando discutono tra loro.”
“Sta insinuando che ho allineato male i miei blocchi! Ma io lo…”
“Ehi, attento, quel traliccio mi è costato mesi di fatiche, e guarda che se crolla, un eventuale nemico entra in città in un attimo.”
“Ma neanche per idea, Apollo Archegeto, colui che guida la fondazione di nuove città.”
“Evviva, ho guadagnato un nuovo epiteto. Merita un nuovo brindisi con questo lurido mestolo di rame stagnato male…”
“Ti assicuro che queste mura non le butterà giù nessuno. Proteggerò la città personalmente, e per smantellarle dovranno mettersi a colpirle dall’interno, perché non ci saranno invasori che ne avranno mai ragione!”
“Lo stesso vale per me, Enosigeo. Lo stesso vale per me. A meno che i troiani non siano così imbecilli da rompere l’architrave e far crollare le mura, Troia dominerà per sempre lo stretto.”
“Giuramento solenne, dunque?”
“Giuramento solenne. Ma credimi sulla parola, perché le vesciche mi dolgono troppo e non riesco a stringere neanche una mano…”
“A chi lo dici. Se solo quei dannati vecchi la smettessero di guardarci e commentare! Ma cosa ci trovano di interessante in mezzo a questi tralicci?”
“Non lo so, ma è ora di rimetterci al lavoro, o di anni ne impiegheremo cento anziché dieci. E no, buon uomo vissuto fin troppo per i miei gusti, quelle assi sono inchiodate giuste! Nessuno è mai venuto a dirvi come fare il vostro lavoro, mi pare!”

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