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Maia e Apollo

Quella notte nasce un piccolo dio, figlio di Zeus, sul monte Cillene. Quella mattina Apollo si ritrova con dodici giovenche, cento vacche e un toro in meno. Completa il sillogismo.

“Salute a te, nobile Maia, bellissima tra le Pleiadi. Il tuo splendore offusca qualunque altra stella.”
“Se sei venuto a burlarti di me puoi tornare ai tuoi armenti, Apollo. Mi sento così sfatta e sformata che vorrei piangere. L’amore di Zeus, dicevano! Se lo avessi tra le mani in questo momento, io lo…”
“L’amore di mio padre ha aggiunto brillantezza al tuo fascino, o divina. Nessuno, a guardarti, direbbe che hai appena messo al mondo un figlio.”
“Sei venuto a conoscere il tuo nuovo fratello?”
“Ecco… non proprio.”
“E allora cosa vuoi? Perdonami, ma per me è stata una notte faticosa, anche se non mi aspetto che un uomo possa capire. Ho bisogno di riposare.”
“Il piccolo Ermes sarebbe questo bimbo nel cesto?”
“Vedi forse altri bambini in questa grotta?”
“Ha un aspetto davvero vispo e vivace, divina, con degli occhi molto intelligenti. Sembra possedere il tuo spirito acuto.”
“Ti ringrazio. Ora, se vuoi scusarmi…”
“Partorire dev’essere stato un cimento tale da lasciarti stanca e affamata. È forse manzo arrosto questo profumo che sento?”
“È il fumo del sacrificio in onore di Ermes e suo padre Zeus, niente di più.”
“In cima a questo monte non ho veduto branchi di armenti. Chissà quanta strada avrai fatto, per trovare una giovenca da sacrificare al Padre Celeste…”
“Apollo, signore delle arti e della musica, canta la tua canzone e poi vattene. Cosa stai cercando di dirmi?”
“Non sono solo il dio dell’arte, o splendida Maia. Anche la divinazione è mia prerogativa.”
“Uh, allora prova a divinare cosa pensa una puerpera, quando riceve visite inopportune…”
“Il volo degli uccelli mi ha condotto qui, mentre cercavo la mandria che mi è stata rubata. Essere la favorita di Zeus non ti mette al di sopra delle sue leggi.”
“Stanotte ero impegnata a partorire, qualora il concetto non fosse sufficientemente chiaro.”
“E tuo figlio dov’era?”
“Devo anche risponderti?”
“Lo hanno visto condurre qui la mandria, Maia. Ne chiedo formalmente la restituzione, o dovrò appellarmi a Zeus in persona.”
“Questa poi! E dovrei essere io a delirare!”
“Il volo degli uccelli…”
“…è quello che hai nella testa, figlio di Leto! Ma guarda chi accusi di avere commesso un tale furto, guardalo! È lì, nel suo cesto! Cosa pensi che potesse fare, appena nato?”
“La sua natura divina gli consente ciò che a un bambino mortale non sarebbe concesso.”
“Oh, per le Pleiadi mie sorelle! Vieni qui, Ermes, metti un momento giù quella tartaruga. Guarda, Apollo, è così piccolo che posso stringerlo con un solo braccio! Guarda i suoi occhi innocenti, i suoi ricci uguali ai tuoi, le sue piccole braccia, il suo morbido…”
“Per l’amor di Afrodite, torna a stringere quelle fasce! Lo so come sono fatti i neonati!”
“E allora dimmi, in coscienza, come puoi pensare che abbia rubato la tua mandria, quando non riesce nemmeno a stare seduto! Sai cosa penso?”
“Fremo dal desiderio di sentirlo, oppure è la fame. Il profumo di giovenca arrosto è davvero delizioso, in questa grotta.”
“Penso che tu ti sia allontanato per sollazzarti con qualcuno dei giovinetti che attirano sempre il tuo occhio lussurioso, e che al ritorno gli armenti si siano dispersi.”
“Ecco, insomma… parlare di sollazzo è irriguardoso verso il caro figlio di…”
“Non sei riuscito a ritrovarli e hai pensato bene di venire ad accusare tuo fratello. Vergogna, figlio di Leto!”
“Non cercare di sviare la mia attenzione, donna! Esigo riparazione al torto che mi è stato fatto, o mi appellerò a Zeus.”
“Vuoi renderti ridicolo davanti al Padre Celeste accusando un bimbetto innocente?”
“Sei sua madre, vedresti l’innocenza anche fosse il dio dei ladri. Io vedo il sorriso soddisfatto di un piccolo mariuolo che ha gabbato tutti, e…”
“Fuori di qui, maleducato! Ecco, l’hai fatto piangere, povero il mio piccolo, innocente Ermes! No, amore, quel brutto signore cattivo adesso va via. Lui e la sua stupida musica! Non capisce altro. Ecco, tieni la tua tartaruga, divertiti, tesoro mio!”

2 thoughts on “Maia e Apollo”

  1. Tatiana says:

    Il sarcasmo di Maia è raffinato!
    Sto ancora sghignazzando!

    1. Lem
      Lem says:

      Ho pensato che Ermes dovesse avere ereditato il suo spirito arguto da qualcuno, e Zeus era escluso a priori XD

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