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To kill a nightingale

Scrivere è, in larga parte, immaginare. Se non si è capaci di immaginare, di fare il gioco del ‘e se…’, è assolutamente impossibile scrivere qualsiasi cosa. Nel mio personale percorso, che è quello di immaginare mondi divergenti rispetto a quello nel quale viviamo, ho immaginato molte cose e mi sono calata in molti contesti differenti.
In alcuni, francamente, ho trovato ripugnante farlo, come ho trovato ripugnanti alcuni personaggi, le scelte che hanno fatto, le azioni che hanno compiuto. Ma se non avessi immaginato quelle cose, non mi sarebbe stato possibile capire determinati aspetti di società molto diverse dalla nostra.
Quindi, immaginare per capire. Dopo avere capito occorre condividere, e questa è una cosa che a volte può fare paura. A me ne ha fatta. Condividere i pensieri di un assassino, di uno stupratore, arrivare addirittura a concordare con lui? Mette a disagio solo pensarci. Per fortuna, condividere con significa concordare: uso questa parola nell’accezione più pura, il con-dividere, dividere qualcosa con qualcuno. Perché vuoi distruggere quella città? Condividi con me le tue ragioni. Perché non vedi niente di esecrabile nello stuprare una prigioniera? Se le tue ragioni hanno una logica, puoi dividerle con me.
È stato un lavoro impegnativo mentalmente, e molto pesante, credetemi. È stato quasi destabilizzante, come se rinnegassi cose in cui credo profondamente – ma ne è valsa la pena.
Credo davvero che calarmi in contesti che non sentivo miei, che non condividevo, che dare voce e movimento a personaggi le cui azioni mi riescono insopportabili mi abbia permesso di migliorare moltissimo la mia scrittura. Quello che io non accetterei mai e che ritengo pernicioso si possa accettare è qualcosa che un mio personaggio può scegliere di fare, se l’intreccio lo richiede e se è la cosa giusta per la storia.
Valeva la pena sforzarsi, per ottenere questo. Ormai sono sicura di me: i miei personaggi non sono il mio avatar, non sono estensioni di quel che farei io in certe situazioni, non sono proiezioni di qualcosa che vorrei fare ma non oso. Omminchia, nove volte su dieci li prenderei a sprangate senza pietà, i miei personaggi… uhm… in effetti, lo faccio XD
Ma è stato davvero utile e importante, e non è un caso che io abbia cominciato a scrivere seriamente proprio partendo da qui. Tagliare il cordone ombelicale con me stessa era fondamentale per non strozzarmici, suppongo.
Sento di esserci riuscita. Adesso, se voglio raccontare una storia, è la storia che racconto, non gli uggiolii di personaggi immaginari cui attribuisco eccessiva importanza, quindi li lustro e siamai che mi fanno fare brutta figura, oh, mica posso passare per misogina, IO. Mica torturo i gattini, IO.
Quello che dovevo imparare l’ho imparato, almeno in quest’ambito. Ci sono ancora delle cose di cui devo liberarmi – prima di tutto alcuni cliché ricorrenti che mi portano a costruire strutture molto simili tra loro, ma non ho ancora deciso se questo è per me un bene o un male, quindi ho dell’altro percorso da fare – ma quanto al non proiettare me stessa nei miei personaggi, ormai sono sicura di me.
Di tutto questo devo ringraziare Il Lamento dell’usignolo, che non a caso è stato il mio romanzo d’esordio. Una storia così cupa, disturbante, malata, che ho scritto con l’intenzione conclamata di prendere un personaggio totalmente negativo e dargli la vittoria finale, dopo avere schiacciato tutto quello che di buono poteva trovare sulla sua strada, era la terapia d’urto che mi ci voleva, per uscire dall’egotismo malato dell’autore che vuole fare il paladino dell’etica e della morale. Quindi, grazie, Zagart. Sei stato un grande. E grazie Lara, che mi hai permesso di calarmi in un contesto mentale che in una società come quella che conosco non avrei MAI potuto capire.
Grazie di cuore, ragazzi. Adesso sento di poter scrivere quello in cui credo davvero, raccontare le storie dove i buoni vincono senza il timore di incartarmi scrivendo soltanto per sentirmi più buona e più brava io. Se ho imparato a scrivere una storia e non del mio ombelico lo devo soprattutto a voi.
Il Lamento dell’usignolo va ufficialmente in pensione. Non lo troverete più su questo sito, nè in nessun’altra sede. Tralasciando la tematica trattata, stilisticamente è qualcosa che ormai non mi rispecchia più, e su cui dovrei mettere mano così pesantemente che preferisco evitarlo, per rispetto della storia stessa.
Zagart e Lara hanno segnato il mio esordio nella narrativa professionale (che mi fa anche un po’ ridere dirlo), e non potevo chiedere davvero di più. Ho esordito con una mia storia e non con il mio ombelico.
Grazie, ragazzi. Siete personaggi e contesto così alieni a me che, davvero, non posso che essere felice di essermi immersa in quelle vicende e avere tenuto duro fino alla fine.

L’ultimo regalo che ho ricevuto da questo romanzo è la bellissima cover per un’edizione in ebook che non uscirà mai, a opera della bravissima Serena Marina Marenco. Raffigura l’evento nell’incipit che ha scatenato tutti gli eventi successivi, ed è molto più bello di come l’avessi immaginato.
Non sembra anche a voi?

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15 thoughts on “To kill a nightingale”

  1. Strix
    Strix says:

    Ok, commento serio, per una volta.
    Mi ricordo quando Laura mi contattò.
    Ci conoscevamo già da diversi anni ma non eravamo ancora la Somma Regina di Male e la sua minion (e dite pure che siamo amikette, che mi frega? :p ).
    Mi contattò con una proposta che, venendo da chiunque altro, mi avrebbe fatto reagire con un “l’utente da lei selezionato è inesistente”.
    La frase fu “Scusa, ricordo male o tu sei quella che disegna? No, perché non mi ricordo se eri tu o quell’altra” (ancora oggi non so chi sia quell’altra, mai chiesto XD)
    Appurato che quella che disegna ero io mi mandò questo romanzo e mi spiegò che era appena stato pubblicato e le sarebbe piaciuto avere un paio di immagini promozionali.
    “Oh porca paletta” pensai “Ora mi tocca pure leggerlo!”
    E lo lessi, tutto, in due giorni.
    Ma che dico, lo iniziai alle sette di sera e non andai a dormire fino a che non lo ebbi finito.
    Sì, sul calendario i giorni erano due ma non mi staccai un attimo dal quel file word che questa persona che conoscevo per via di una mailing list (che mi aveva lasciato in eredità per non ucciderne gli utenti) e non sapevo fosse una scrittrice, mi aveva mandato.
    Fu una tirata ininterrotta di “OMG! COSA HO APPENA LETTO???”
    E la cosa peggiore era che, più andavo avanti con la lettura, più capivo le motivazioni di questo cattivo, più speravo che i buoni prendessero tante legnate perché, sì, erano buoni, ma totalmente inadeguati.
    Non so dire quale sia stata la faccia di Laura, il giorno dopo, quando le dissi “L’ho finito. Ce ne ancora?!?”
    Comunque, realizzai per questa storia le prime due illustrazioni, che spero vivamente non si trovino più nemmeno su questo sito e se ci sono, ti prego, toglile e da quel giorno sono diventata la sua psicopatica Fan numero uno (con tanto di cardigan e martello. Dico solo “Meg”. Lei sa.)
    Un po’ mi dispiace che sulla loro storia sia stata scritta la parola fine ma, insomma, i loro figli appaiono in Stellina e l’Haldan di 999 mondi è TROPPO.
    Quindi, ciao Lara, tira un calcio nelle palle a Zagart da parte mia.
    Insomma, prima o poi le staffe le perderai anche tu.

    1. Lem
      Lem says:

      No, scusa.
      Mi sono presentata in quel modo lì e non mi hai uccisa sul posto?
      Santa ti devono fare O_O

      1. Strix
        Strix says:

        Me ama te paura.
        Te ama me? o.o

        1. Lem
          Lem says:

          Tantissimo ama te <3

          *saluta con la manina le persone normali che stanno leggendo questi commenti e che per un attimo hanno perfino pensato che per una volta non avrei perso la dignità in tre secondi netti*

          1. Strix
            Strix says:

            Poi la gente pensa che è colpa mia o.o

          2. Lem
            Lem says:

            ESATTO E’ COLPA TUA! GENTE, E’ TUTTA COLPA SUA!
            *indica*
            SUAAAAAAAAA!

          3. Strix
            Strix says:

            *indossa cardigan*
            *impugna martello*

  2. Lady Moonlight says:

    Devo dire di aver apprezzato molto questa tua riflessione e se tu rietieni che è giunta la meritata “pensione” per la storia non posso che inchinarmi al volere dell’autrice! Spero continuerai a pubblicare “Canto Verde” perché mi piacerebbe sapere come finisce^^

    1. Lem
      Lem says:

      Ho uploadato capitoli su capitoli ma mi pareva non interessasse a nessuno, per questo ho lasciato perdere ^^

  3. artemis5 says:

    Mi dispiace molto che tu abbia deciso di cancellare questa storia, non so se ricordi ma sono arrivata al tuo sito proprio grazie al lamento dell’ usignolo che avevo letto a metà su epf… Personalmente l’ ho amata molto e, come dici tu, la particolarità della storia è proprio l’ avere un cattivo come protagonista, con sue motivazioni e suoi intenti che schiacciano le azioni dei “buoni” che, a me, tanto buoni non sono mai sembrati.
    Non so se ti interessa il mio parere, ma, anche se capisco le tue motivazioni, non l’ avrei cancellata dal sito. Quella storia, pur essendo molto lontana dal tuo stile odierno, credo che meriti di essere letta. Segna un evoluzione del tuo stile e del tuo pensiero di scrittura e, credo, dell’evoluzione del mondo di Engelia…

    1. Lem
      Lem says:

      Mi ricordo di quando il Lamento era su EFP. Un’esperienza bellissima per me, che è stata pienamente distrutta da alcuni rosiconi scandalizzati che la mia storia fosse stata messa tra le Consigliate. Lesa maestà! 😀
      Il tuo parere non solo mi interessa, ma mi aiuta a riflettere, cosa che gradisco sempre tantissimo e di cui ti ringrazio.
      Senza scendere troppo in particolari perché le ultime cose successe (che non riguardano il Lamento, ma alla fine tutto porta alle stesse conclusioni) mi hanno davvero amareggiata: purtroppo un sacco di gente tende a identificare l’autore con l’opera, e quindi a vedere cose allucinanti tipo “tu giustifichi lo stupro” semplicemente perché fai l’esercizio di calarti in un contesto completamente diverso dal nostro.
      Ho trovato persino gente che cercava in ogni modo di fare passare per abusiva la relazione tra Daenerys e Drogo, per lo stesso motivo: perché era la vittima ad adattarsi e non il contrario. E giù a insinuare cose nauseanti sull’autore, senza vedere l’evidenza, e cioè che certe cose, in certi contesti, o finiscono con la vittima che si adatta, o finiscono con la vittima che defunge.
      Credo di essere soltanto stanca di dovermi giustificare, tutto qui.
      Ma ti ringrazio moltissimo, perché sapere che c’è chi capisce che esiste una ‘lieve’ differenza tra realtà e fantasia mi restituisce un briciolo di speranza. Magari un giorno troverò di nuovo la voglia di affrontare gente che legge con lo stato d’animo con cui vorrebbe salire su un pulpito (o su un banco da giudice).
      Non è lo strepitare degli idioti, è il silenzio degli intelligenti ad abbattermi, sul lungo periodo.
      Per ora mi prendo una pausa 🙂

      1. artemis5 says:

        Capisco cosa intendi, il bigottismo di certe persone “colte e critiche” é ridicolo! Personalmente trovo ovvio che un autore non si rispecchi completamente in tutti i suoi personaggi, altrimenti gli scrittori sarebbero tutti schizofrenici e, credimi, (io ci lavoro con i veri “matti”) questo non é vero. Credo che sia parte delle capacità di un autore dare voce anche ad azioni che non approva, ad uscire dagli schemi precostituiti di cosa é giusto e di cosa e sbagliato e ad esprimersi su di esso.
        Se uno dovesse scrivere solo di azioni eroiche, di personaggi positivi e di tante belle cose che (ricordiamoci che anche nella realtà) sarebbero utopiche ma non darebbero alcuna spinta alla trama e alla vita stessa dei personaggi. Non esiste il buono completamente buono e non esiste il cattivo puramente cattivo, il tutto sta nel guardare dalla giusta prospettiva.
        Io a queste persone vorrei chiedere perché leggono, io leggo per passione ed amore, per evadere, per viaggiare ed emozionarmi e si! Per scoprire e conoscere nuovi mondi e nuove storie! Ma queste persone danno l impressione di leggere solo per trovate qualcosa da criticare e sminuire e non perché non incontra i loro gusti, ma, almeno credo, per distruggere ciò che non capiscono ma invidiano, che vorrebbero scrivere loro ma che non hanno la capacità di fare senza scivolare nel sordido e nel volgare o addirittura che temono e quindi si appoggiano ad una morale che si può applicare nella vita reale ma non di certo in un’ opera di fantasia.
        Scusa per lo sfogo, ma mi fa tanta rabbia questa gente… Neanche si rendono conto del male che fanno ad un autore che ci ha messo l’ anima e il cuore in ciò che scrive… Se qualcosa non ci piace basta interrompere la lettura e cercare nuovi lidi, non c’é bisogno di operare una demolizione della storia solo per il gusto di farlo

        1. Lem
          Lem says:

          Non scusarti, io ho pensato tutte queste cose e anche altre molto più cattive. Poco importa il mazzo che ci si possa fare per documentarsi e studiare per rendere al meglio anche un semplice gesto, certa gente sta con gli occhi fissi nelle mutande dei personaggi in un modo che… uhm, rischio di cadere io nel giudizio di valore, forse.
          E sì, ho avuto esperienza di TANTA gente interessata a leggere unicamente per trovare le proprie conferme, capaci di irritarsi e diventare nemici mortali se queste conferme non arrivano. Non credevo esistessero persone che pretendono che una storia si pieghi alle loro convinzioni, ma ho dovuto rivedere pesantemente uno di quelli che credevo essere un dogma.
          Ho le mie idee sul perché questa mentalità si sia diffusa al punto che chi la propugna, anziché vergognarsene, la esprima a voce alta, ma credo di essermi parlata addosso e di avere fatto la lagna anche troppo. Chiedo perdono u.u
          Ma ti ringrazio tantissimo, forse mi serve davvero ‘solo’ una pausa, per ricordarmi le ragioni per cui scrivo e le persone per cui lo faccio.
          Davvero, grazie per avermi scritto.

          1. artemis5 says:

            Sono io a ringraziare te, e credo lo facciano tutti gli utenti del sito, per le storie che scrivi e per il coraggio che hai a portare le tue idee avanti a prescindere da tutto. Amo profondamente le tue storie e i tuoi personaggi, e spero davvero che non smetterai di scrivere a causa di certa gente.
            Un bacio :*

          2. Lem
            Lem says:

            Smettere di scrivere mai, ma ho attraversato periodi bruttini in cui non avevo voglia di condividere. I lettori tacevano e c’erano solo avvoltoi e detrattori… insomma alla lunga una finisce per demotivarsi, ecco.
            Un bacio anche a te, grazie per le tue parole :*

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