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L’ultima fuggitiva – Tracy Chevalier

C’ho provato e riprovato, ci riprovo ancora. Voglio proprio parlare dei libri che leggo. Stavolta però ho deciso di cambiare formula: dato che a bloccarmi era sempre la necessità di fare una recensione approfondita, articolata, argomentata, perché sono una maledetta precisina che o dice tutto o non dice niente, alla fine uccidevo il libro che volevo recensire. È qualcosa che ho notato in molti blog che scrivono recensioni approfondite, articolate, argomentate: anche se magari consigliano il libro, quando non lo trovano addirittura un capolavoro, il lettore arriva a fine recensione, dove ci sono le stelline del punteggio, pensando all’incirca “piuttosto che leggere questa palla mi faccio l’abbonamento allo stadio”.
Così, la prima cosa che ho capito è che le stelline del punteggio mi stanno sulle palle. Non ce le metto. Se commento un libro, è perché m’è piaciuto, leggete il commento per sapere le ragioni del mio apprezzamento, e alla fine le stelline non servono a niente. Quello che credo serva siano i consigli di lettura, così per ogni libro commentato segnalerò il libro da abbinarci, che per qualsiasi motivo mi sembra adatto per ‘andare a braccetto’ con quello di cui ho appena parlato.
A questa prima comprensione ne è seguita una seconda: se le mie recensioni uccidono i libri, la soluzione è non scrivere una recensione. Sono una lettrice, non una critica letteraria, e seguirò l’esempio dei miei lit-blog favoriti, i quali commentano i libri da lettori e basta.
Terza comprensione: cercherò di essere concisa. Se quel libro m’è piaciuto, vi dico perché, vi dico che considerazioni mi ha suscitato, poi se qualcuno vuole approfondire, ne parliamo nei commenti, che parlare di un bel libro a me fa soltanto piacere.
Quindi, proviamo. Vediamo come va, stavolta.
Cominciamo con

L’ultima fuggitiva

 

Autrice: Tracy Chevalier
Editore
: Neri Pozza
Numero di pagine: 313
Lingua: Italiano
Prezzo: 18 euro (usato lo trovate a meno della metà)

Il mio commento:
Tracy Chevalier è diventata famosa per avere scritto La ragazza con l’orecchino di perla, un libro la cui fama (meritatissima) ha addirittura cambiato il nome al quadro cui si ispira. È forse la mia autrice di romanzi storici favorita, per il modo delicato e pieno di atmosfera che ha di tratteggiare un’intera epoca, filtrata attraverso gli occhi dei protagonisti. E Neri Pozza, come editore, lo considero una garanzia di qualità, a volte forse ‘troppa’ qualità (leggi: certi libri che pubblica sono una solenne rottura di ovaie. Opere di grande spessore letterario, ma le ovaie soffrono. Il suo catalogo tuttavia è talmente ampio che c’è solo da scegliere, certi di non essere delusi)

L’ultima fuggitiva è molto carino, lo consiglio. E’ un contraltare ‘gentile’ di Radici, stesso periodo storico, stesso schieramento etico, ma visto dal lato opposto (la protagonista è una giovane quacchera che aiuta gli schiavi fuggiti a raggiungere il Canada, offrendo loro rifugio e cibo). E mi piace molto come la Chevalier ti fa entrare nell’atmosfera del tempo.
La protagonista, Honor, è un’inglese che si trasferisce in Ohio, con tutti i problemi pratici e tutto lo choc culturale che un’inglese perfettina e ordinata può provare in uno sputo di paesello di frontiera, con le case di legno e la strada di fango e travi per camminarci sopra. Per non parlare degli schiavi…
C’è perfino un triangolo amoroso, anche se, fuori dagli young adult, le protagoniste usano il cervello e il triangolo è molto relativo: Honor rimane fedele ai suoi ideali e al suo nome, fino alla fine, pur cambiando profondamente e maturando moltissimo sul piano umano. Bello.

Libro da abbinarci: Radici, di Alex Haley.

 

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