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commenti dei lettori di Ioscrittore

Giudizio
L’incipit presenta immagini e metafore non scontate, nonostante il momentaneo scivolone nell’abusata “descrizione allo specchio” che appare eccessivamente prolissa presentando una prima persona un po’ troppo concentrata su se stessa. Sensazione che poi si ribalta nel momento in cui la scena passa dal tranquillo quadretto adolescenziale a una battaglia piena di azione e dettagli sanguinolenti con buona padronanza dell’aspetto descrittivo, anche se qualche transizione tra una scena e l’altra forse potrebbe essere migliorata. Non è del tutto chiaro quale siano l’ambientazione e l’epoca storica di riferimento (e in questo la sinossi non aiuta), ma le informazioni sono in un certo modo diluite e si suppone che tutto verrà più chiaro con il proseguire della lettura. Le scene di lotta sono ben narrate. Lo stile si dimostra maturo e intelligente, il testo è molto ricco di dettagli e favorisce l’immedesimazione. L’elemento fantastico è ben gestito e originale. In generale un incipit efficace che invoglia a proseguire.
Titolo accattivante, così come la scelta dello pseudonimo, suona molto bene. Ben scritto, avvincente, passa in un attimo. La personalità della protagonista e dei personaggi in generale è ben costruita e non viene trasmessa attraverso lunghe descrizioni noiose, ma tramite le azioni stesse dei personaggi. Apprezzo molto questo aspetto: è sempre difficile trasmettere al lettore com’è quel personaggio, senza però dirglielo in modo esplicito. Qui funziona. Dall’incipit sembra che l’opera abbia un’architettura ben studiata, dà l’impressione che il mondo (o i mille mondi) nel libro sia stato ben progettato prima di ambientarci la storia. Sarei curiosa di leggere il seguito. Lo vedo bene come Fantasy, sebbene non sia un’appasionata del genere. Un paio di errori di battitura. Il mio giudizio è molto positivo nel complesso.
Storia che intreccia diverse altre letture con linguaggio moderno e fin troppo diretto
Molto bello! il fantasy è un genere che decisamente preferisco quindi sono content di dirti che a me è piaciuto…nessuna critica costruttiva, lascerei tutto così com’è magari modificherei un po’ la sinossi che non rende bene l’ idea. buona fortuna 🙂
La sinossi in realtà non è presente perché sostituita da una breve didascalia che riprende una parte del racconto, quindi la trama in sé non è chiara e non è possibile attribuire un giudizio di originalità. Sintassi generalmente corretta. Alcune frasi vanno costruite meglio. Lessico fin troppo semplice e a volte poco inerente al contesto.
Ho trovato questo incipit davvero ben scritto, scorrevole e interessante nonostante il genere non sia tra i miei preferiti. Per una lettura più agevole consiglio di mettere i pensieri della protagonista tra virgolette visto che si tratta di una narrazione in prima persona. Trovo la protagonista coerente nel dispiegarsi della narrazione e i personaggi secondari sono ben introdotti e descritti. Mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa di più sull’organizzazione dei mondi. Alla fine dell’incipit ancora non si capisce dove si andrà a parare.
Molto molto carino. Ben scritto, con un ritmo nelle battaglie da togliere il fiato. Efficaci quasi come le immagini di un film. Strana e intrigante l’ambientazione ed i personaggi. Ironica e carismatica la protagonista, e molto ben curati tutti i particolari importanti in ogni scena. Unica nota dolente un po’ di confusione. Nel senso che si passa tra scene diverse in modo forse troppo brusco, almeno a una prima lettura. Comunque con poco sforzo si riesce a tenere il punto, anche se questi stacchi così netti e improvvisi complicano un po’ la strada. Lo stile e la proprietà di linguaggio comunque sono notevoli e aggiungo che mi ha incuriosito moltissimo, questa idea dei “Mille Mondi”. I miei più sinceri complimenti a questa autrice!
“Ho trovato uno dei demoni che vivono lì, nell’intersezione dei Mille Mondi, in attesa di poterli violare” è l’ultima frase dell’incipit che mi ha colpito molto perché stride con il titolo dell’opera, “Novecentonovantanove mondi”: mi chiedo quanti siano, effettivamente, i mondi. Forse in totale sono mille, ma escluso quello in cui vive la protagonista, allora al conto si esclude uno; l’incipit non lo chiarisce per davvero, ma comunque è solo una mia personale curiosità. Ho amato ogni dettaglio del testo e sono curioso di leggere il continuo. Ammetto che, da appassionato di Licia Troisi, questo racconto mi ha ricordato molto lo stile della scrittrice fantasy e forse anche la trama ha qualcosa di simile, nonostante l’originalità non manchi affatto. Consiglio solo di cambiarla perché, in realtà, è una parte presente nel prologo del romanzo. Perfetta la scelta di utilizzare la prima persona singolare per la narrazione: in questo modo, la protagonista risalta se stessa e si pone come cardine dell’intera struttura. Tuttavia, mi sembra che manchi un dato fondamentale legato alla protagonista: come si chiama? Si legge che sia una figlia di panettieri, una giovane donna guerriera e una Sorvegliante delle Soglie Dhilarin, ma mancano dettagli anagrafici riguardo la sua stessa identità. La frase “i plebei perdonano tutto, tranne le speranze altrui” è bellissima, ma sbagliata: sono i “ricchi” il soggetto, non i “plebei”, essendo l’espressione riferita a loro secondo la parte precedente. Lo stile, ripeto, è scorrevole e buono, ma attenzione alla ripetizione “primo, prima” nella frase iniziale “prima che il primo fringuello si desti (…) per annunciare a tutti che è arrivato primo”: si potrebbe cambiare, stilisticamente, in “senza aspettare il primo fringuello che si desti (…) per annunciare di essere arrivato in anticipo rispetto a tutti” oppure altre forme varie. “’Sti stronzi” è una forma diminutiva che spezza la linearità del discorso. Infine, trovo l’incipit incredibile.
Scorrevole, anche se il prologo è un po’ troppo sanguinario. La protagonista femminile, Lwen, è simpatica e accattivante. La trama si snoda su vari spazi temporali (divagazioni mentali della protagonista, ricordi) la cui lettura si fa un po’ insidiosa non riuscendo a percepire esattamente il momento esatto in cui ci si trova. La storia è forse un po’ più originale del solito cliché fantasy e incuriosisce anche se Lwen è la solita adolescente con la seconda vita da eroina. Finirei di sicuro di leggerlo.
Abbastanza interessante anche se l’uso di parolacce soprattutto nelle prima pagine è un po’ eccessivo (okay, il drago è stronzo, ma c’è bisogno di ripeterlo 4 volte in poche righe?). Le cose migliorano nella seconda parte e anzi ammetto di aver voluto proseguire la lettura.
Buono, molto buono. Il genere non è tra i miei preferiti e all’inizio ho faticato un po’ a calarmi nel contesto, ma la narrazione è scorrevole, fluida ben organizzata. Il linguaggio, nonostante l’ambiente e la trama, è giovane, moderno, esplicito. Davvero nessun difetto. In bocca la lupo.
Dei lettori adolescenti ne sarebbero entusiasti: nel complesso è scritto bene, coinvolge abbastanza, anche se l’idea dei mondi paralleli è piuttosto banale. Sa dosare la suspence ed è un pregio. Da continuare a leggere.
Cara scrittrice, il mio giudizio è dovuto a diverse considerazioni in cui l’assenza di una trama originale e immaturità stilistica segnano negativamente il mio giudizio. Lo stesso utilizzo del termine “stronza” denota una scrittura adolescenziale. L’ironia non manca ma non è vincente, anzi, rende l’intero romanzo ridicolo e attaccabile sotto ogni punto di vista. Lo stesso titolo merita una correzione in quanto privo di ogni appeal. Il bagaglio lessicale è piuttosto vasto ma ho come l’impressione che non sfrutti al massimo il tuo talento. Impossibile collocare temporalmente il tuo scritto, se l’intento era proprio questo, sappi che ha come unico risultato quello di confondere il lettore. Banalità varie fanno da cornice al testo: il ragazzo tanto desiderato dalla nobile si innamorerà per caso della protagonista plebea? Il mio consiglio è quello di cambiare genere, un consiglio suffragato anche dalla dimostrazione che la parte in cui la protagonista vive la sua vita in maniera normale è ben scritta oltre che interessante.
Considerando che la sinossi è un copia ed incolla di un pezzo dell’incipit, poco si capisce della storia. In ogni caso il romanzo dimostra immaturità espositiva da parte dell’autore che miscela un sacco di luoghi comuni fantasy sia livello di ambientazione che di personaggi. La Scrittura è appesantita dall’utilizzo sbagliato della punteggiatura e lo svolgersi della vicenda è lenta. Un opera mediocre in tutto e per tutto

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