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Il flame perfetto

Ho voglia di flame. Ho voglia di litigare. Ho voglia di censurare, di leggere commenti  acidi su altri lidi (perché qui l’unica che può permettersi di fare la stronza sono io, la censura è una gran cosa *_*), e ho voglia di guardare i leccaculo di turno che fanno a gara a chi è più d’accordo, sperando che un domani questa strategia paghi, di solito con una risposta positiva alla domanda “vorresti leggere qualcosa di mio?”1
Non è facile ottenere tutto questo senza parlare di politica, e a me la politica non interessa. Perciò ho dovuto pensarci, sforzarmi e impegnarmi, ma alla fine ce l’ho fatta.
Io parlerò di fantasy!
O Cthulhu, sento già le orde barbariche alle mie porte, sono lì, in fremente attesa. Solo che.
Solo che ormai rimangono ben pochi argomenti di flame, è già stato esplorato tutto, neanche i leccaculi ormai sanno più cosa inventarsi… dopo gli autori analfabeti, gli editori corrotti, i lettori cretini e tutti gli altri che non capiscono niente, ormai c’è ben poco contro cui scagliarsi. Triste, molto triste, tant’è che ormai il fantasy italiano sta passando di moda.
Ho passato settimane a tormentarmi, in cerca di un modo per far incazzare davvero qualcuno. Poi, d’un tratto, la folgorazione.

Il guerriero fantasy medio. Ci sono ragioni profonde dietro le proprie preferenze letterarie, altrochè.

 

Parlerò di fantasy, sì, ma non parlerò di come fa tutto schifo, della noia che mi pervade appena apro un libro di questo genere (anche perché non mi succede, quindi non sarei competente a farlo), di come i recensori siano tutti dei markettari, gli editori degli incapaci, e ora distruggo un libro a caso, così vedrete che io ne so e voi no. Tutte queste cose le hanno già fatte altri, e molto meglio di quanto sono capace di fare io, quindi non mi metto nemmeno a competere.
No, io parlerò di com’è bello il fantasy! Io scriverò di quante cose stupende si trovano nell’ambito di questo genere, e di come queste cose siano in comune con tante altre, non di come siano diverse! Io scriverò del bello, del meritevole, dell’interessante, io analizzerò quello che il fantasy ha dato di buono ai suoi lettori, io cercherò di dimostrare le mie opinioni e trarrò delle conclusioni positive a tutti i parametri che verrò a citare!2
Cthulhu, se solo penso a quanta gente si incazzerà  e cercherà di distruggere tutto questo, di ricoprirlo di merda e di dire che è tutto uno schifo e non capisco niente e sbaglio tutto e comunque i manuali di scrittura dicono show don’t tell perciò questo mio post fa schifo perché non ci sono descrizioni dinamiche, ecco, se solo ci penso, mi brillano gli occhietti *_*

essere piena di entusiasmo non fa di me una persona migliore

 

Non posso aspettare nemmeno un minuto in più, devo subito dire qualcosa di veramente cattivo e flammoso, da far andare di traverso l’impepata di cozze, ed é questo:

Il fantasy è un genere bellissimo, pieno di capolavori che vengono pubblicati a getto continuo, anche adesso mentre leggete che il mondo editoriale è invaso dalla merda. Il fantasy è un genere profondo, adulto, maturo e ricco di sfumature, che non ti stanca mai, non ti annoia mai, non ti delude mai. Il fantasy è come una coperta calda in una sera invernale, sai benissimo cosa ti darà e che sensazione aspettarti, e questo fa parte del piacere, perché quella sensazione è proprio quello che stai cercando.

E no, quello che stai cercando non è la solita trama ‘Eroe sfigato salva il mondo’, quella è solo la crosta. Chiaro che non si può vivere di croste se non quando stai morendo di fame. Stai cercando qualcosa che ti soddisfi il palato, solo che nessuno ti ha detto cos’è e tu non sai bene dove cercarlo.
Quindi lo dirò io. E comincerò proprio da qui.

 

Il cammino dell’eroe, la liminarità, i riti di passaggio, di aggregazione, di esclusione. Il sense of wonder, la gestalt, gli archetipi e gli stereotipi. La quest, l’intangibilità della magia, la necessità della ridondanza e dello stereotipo. Il fantasy, da Tolkien a Confucio. L’importante è essere belli dentro.

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  1. I leccaculo sono immancabilmente aspiranti scrittori, ovvero scrittori falliti al nastro di partenza. Ovviamente leggere qualcosa di loro è appena appena preferibile all’essere torturati a morte, cosa che i leccati sanno benissimo. Infatti la risposta è sempre “no”. []
  2. Credo molto onestamente che sarò odiata per il piacere che mi darà parlare bene del TANTO bello che c’è nel fantasy, e per il mio rifiuto di sguazzare nella merda. Poche cose vengono odiate più che vedere qualcuno fare qualcosa, anzichè distruggerlo. []

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