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Il bello della diretta

Marcella si accanì col pollice sul pulsante dell’accendino, finchè il tremito della mano non le diede un attimo di tregua, permettendole di avvicinare la fiammella alla sigaretta stretta tra le labbra contratte. Dopo un paio di tentativi ottenne di poter aspirare il fumo azzurrino che era diventato parte di lei come i capelli rossi o il piercing al sopracciglio, e la sua espressione si rilassò un poco. Come infastidito dall’intera operazione, Fabrizio schiacciò la sua cicca nel posacenere, che spinse verso di lei, per poi alzarsi di scatto e andare al frigobar, sebbene sapesse benissimo che era vuoto.

Augusto aprì la bocca come per parlare, si passò la lingua sulle labbra, poi cambiò idea. Tra tutti i partecipanti della duecentonovesima edizione del Grande Fratello era quello maggiormente diplomatico, e la diplomazia era quanto di più utile ci potesse essere il giovedì sera, quando i risultati delle votazioni del pubblico sarebbero state rese pubbliche. Lui non era tra i candidati all’eliminazione: per questo conservava la lucidità necessaria per capire che l’unica forma di diplomazia apprezzata, in simili momenti, era tenere la bocca chiusa.

Per Arianna le cose stavano diversamente: in quanto nominata era stata tacitamente rivestita dell’inalienabile diritto di dire quello che voleva, quando voleva e come voleva. Non che fosse prudente farlo, perché nel caso in cui il pubblico non l’avesse eliminata, sarebbe rimasta nella casa ed eventuali uscite antipatiche sarebbero state ricordate, ma era difficile essere ragionevoli dopo una settimana passata a pensare di essere stati nominati. Così Augusto non si stupì veramente quando fu la biondina di Parma a rompere il silenzio, in attesa del collegamento in diretta.

“Cosa cazzo mi è saltato in mente di entrare in questa casa?” Forse voleva dare al suo tono un’inflessione amara, ma tutto quello che le uscì fu una specie di patetico piagnucolio, di quelli che andavano riservati alle confessioni individuali, quando si cercava di accaparrarsi le simpatie del pubblico. Augusto pensò di fare una battuta spiritosa al riguardo, ma gli bastò un’occhiata al viso pallido e tirato della ventiduenne che indossava solo magliette così corte da essere in pratica reggiseni un po’ ampi per decidere di essere prudente. All’eliminazione di due settimane prima la tensione era stata tale che Roberto, il penultimo eliminato, si era avventato su Fabrizio, reo di aver riso per via di una sigaretta caduta che aveva bruciacchiato la moquette, e gli aveva tirato un pugno le cui conseguenze non erano ancora del tutto svanite dai contorni dell’occhio del ragazzo. La sua aria da cocker maltrattato, con quel cerchio violaceo che stava attenuandosi, gli era valsa la simpatia del pubblico, che forse per questo aveva risparmiato i due ragazzi mettendo in lizza solo le fanciulle.

“Il premio era parecchio allettante.” Disse alla fine Augusto, dopo aver soppesato e scartato decine di possibili risposte. Marcella aspirò rumorosamente dalla sua sigaretta e sputò, più che soffiar fuori, il fumo accumulato.

“Il premio è allettante se non ci sei dentro.” Sentenziò lasciando cadere la sigaretta mezza fumata nel posacenere, senza neppure spegnerla. Cercò a tentoni il pacchetto, lo scosse per farne cadere un’altra e ricominciò la tremolante manovra per accenderla.

“La settimana scorsa ero nominato io – cercò di confortarla Augusto – poi, voglio dire, sono ancora qui.”

“Che fortuna.” Disse acidamente Arianna.

“Facile parlare, quando sai che non sarai comunque eliminato.” La spalleggiò Marcella, guardandolo con qualcosa di molto simile all’odio.

“Ma che c’entra? – scattò Fabrizio – Oggi tocca a voi, la prossima settimana può toccare a lui o a me. Il gioco è questo, lo sapevamo prima di entrare in questa casa, e abbiamo firmato la liberatoria proprio perché sapevamo che sarebbe successo! In televisione era divertente, no?”

“Sì – gli concesse Marcella a malincuore – era divertente. Tutte quelle facce spaventate, quegli occhi lacrimosi, quei collegamenti con la mamma e la sorella e la fidanzata paraplegica… ma cazzo, se ci sei dentro non ti viene più tanto da ridere.”

Augusto andò al lavandino, riempì due bicchieri di carta e li portò alle ragazze. “Penserete che sono pazzo, ma siccome ci sono passato prima di voi so di cosa parlo: io lo rifarei, se potessi tornare indietro, sapete?”

Capì di essersi spinto troppo oltre quando vide gli occhi di Marcella lampeggiare come quelli di una volpe nella tagliola (e io che non ho mai visto una volpe in una tagliola, pensò debolmente). La ragazza si alzò, lo fissò in silenzio per un attimo, poi con un colpo secco gli rovesciò addosso il bicchiere di carta. Augusto non reagì.

“E’ perché ci sono coglioni del tuo calibro che trasmissioni di merda come queste continuano a fare audience, brutto imbecille! – gli gridò con una vocetta stridula e strizzata dalla rabbia – questa non è televisione, è… è… una merda!” la faccia le si contorse mentre cercava un termine adeguatamente insultante, ma le ragazze del Grande Fratello, fin dalla prima edizione degli inizi del millennio, venivano scelte con ben altri criteri che la ricchezza del loro vocabolario, così potè solo ripetere, quasi urlando: “E’ una merda!”. E scoppiò a piangere.

Augusto lanciò un’occhiata costernata a Fabrizio, in una forma di comunicazione non verbale che era diventata la specialità dei concorrenti della Casa, già da diverse settimane: tra le innumerevoli cose che il pubblico non sapeva c’era la clausola che imponeva di non lasciarsi andare a simili sceneggiate se non in diretta televisiva, e se Marcella non fosse stata passabilmente composta all’inizio del collegamento avrebbero aggiunto cinquecento votazioni alla prossima nomina di ognuno di loro. Cinquecento piccole spade di Damocle che potevano fare la differenza tra l’eliminazione e la vittoria. Fabrizio fece una smorfia di riprovazione al suo indirizzo, poi andò da Marcella, le circondò le spalle con un braccio e cominciò a bisbigliarle nell’orecchio, avendo cura di girare la ragazza in modo che fosse inquadrata da una delle telecamere sempre in funzione nella Casa. Augusto sapeva che, nel caso Marcella fosse stata eliminata, quella scena sarebbe stata usata per effettuare il montaggio della serata, e Fabrizio avrebbe avuto un paio di migliaia di euro di premio per aver fornito una sequenza così toccante. Viceversa, lui avrebbe visto il suo premio ridursi di un paio di migliaia di euro, per inadempienza contrattuale. Ah, la naturalezza degli show-verità!

“Dite che mi metteranno in collegamento con mio marito?” Chiese Arianna, quando la fiumana di lacrime di Marcella si fu ridotta a qualche rumoretto col naso. Fabrizio, che la teneva ancora per le spalle, scosse la testa.

“L’hanno fatto la settimana scorsa, con Maria Luisa… forse ti faranno parlare con tua sorella.”

Arianna annuì, sconfortata, evitando accuratamente di commentare quanto fosse stata strappalacrime la scena nella quale la madre dell’ultima eliminata gridava alla figlia di amarla più della sua stessa vita. Non c’era molto altro da dire, e rimasero tutti in silenzio finchè le lampadine poste sul soffitto, fuori dalla portata delle telecamere, non li avvertirono che stava per iniziare la ripresa in diretta. Marcella trasalì e lasciò Fabrizio per precipitarsi in bagno a ritoccarsi il trucco, mentre Arianna cominciò a rilisciarsi la magliettina, con manate così ampie e nervose che sembrava volesse spalmarsela sulla pelle come una crema solare. Augusto si guardò in uno degli specchi finti che nascondevano le telecamere: i capelli biondo scuro erano artisticamente spettinati, il pizzetto impeccabilmente rasato, e naturalmente sarebbe stato ripreso dal suo profilo migliore. Era abbastanza tranquillo e potè permettersi di non preoccuparsi troppo del suo aspetto, anche se era stupido, perché bisognava essere sempre attraenti per il pubblico. Ma lui era il più bello dei partecipanti ed era molto sicuro di sé. Si andò a sedere sul divanetto in attesa che il ronzio della sirena indicasse che stavano per aprire l’audio.

Marcella tornò, ogni traccia di pianto sparita sotto il fondotinta, e andò a sedersi vicino ad Arianna, che le prese le mani stringendosele in grembo, come avevano consigliato gli sceneggiatori. Ma si rendono conto che ormai è perfettamente inutile? Pensò Augusto. Le votazioni sono chiuse, in studio sanno già chi sarà eliminata, perciò che senso ha fare quello che dicono loro? Poi gli venne in mente che una delle due sarebbe rimasta, e che doveva seguire le direttive del Grande Fratello. Naturalmente entrambe speravano di essere quella fortunata.

“Augusto.” Era Fabrizio, che parlava a mezza voce come un carcerato all’altro nell’ora d’aria, mentre si sistemava il microfono sulla camicia e lo copriva con una mano, nel caso avessero già attivato l’audio.

“Cosa?”

“Se sarò io il vincitore scriverò un libro su tutto questo. Denuncerò ogni cosa.”

“Ah.” Non gli venne in mente niente di più intelligente da dire. Sul Grande Fratello esistevano almeno una decina di libri denuncia, ma non era che a raccontare i retroscena dello show più amato dagli italiani si potessero cambiare le cose. Il Grande Fratello era verità, erano lacrime in diretta e scene commoventi e sesso e infarti (come nell’indimenticabile edizione del 2078, con il penultimo concorrente stroncato da un attacco quando aveva saputo di essere stato eliminato), erano concorrenti che si odiavano e che si amavano, che venivano spiati e ripresi, montati in spot e slogan, fotografati, catalogati, e, naturalmente, eliminati. Il giovedì sera era il giorno più atteso della settimana, da un capo all’altro dello Stivale.

“…collegamento con la Caaaaasa!”

Trasalirono tutti per il volume troppo alto della voce della presentatrice, e Arianna strinse le mani di Marcella con tanta forza da lasciarle delle piccole mezzelune sulla pelle, quando gliele lasciò andare. Fabrizio si girò sorridendo verso la telecamera più vicina.

“Mi sentite, ragaaaaazzi?”

“Ti sentiamo, Sabrina.” Assicurò Augusto. Cazzo se ti sentiamo, sembri la voce del Giudizio Universale. Il che, in un senso molto stretto, era verissimo. Marcella chiuse gli occhi per un momento, come se stesse per svenire.

“Va tutto bene, Marcellaaaaaa?” Si informò la voce speranzosa della presentatrice. La ragazza annuì, l’espressione spettrale.

“Siamo tutti… nervosi, qui.” Balbettò in qualche modo.

“E’ comprensiiiiiiibile – la voce pigolò comprensione – allora, come vi sentite? La prova settimanale è andata alla grande, siete stati tutti bravissimi!” Lo disse come se l’aver costruito informi blocchi di argilla semisciolta fosse stata un’impresa epica, ma naturalmente era già deciso fin dall’inizio che la prova settimanale di ‘scultura’ sarebbe stata superata, sebbene Augusto si augurasse che le schifezze che avevano lasciato in giardino fossero rimosse quanto prima. L’importante è aver superato la prova, si disse con un brivido. Le prove settimanali erano un incubo, quasi quanto le eliminazioni. “Abbiamo una sorpresa, prima di aprire la buuuuusta! Come vi sentite?”

“Vieni qui dentro e poi ce lo dici tu come ci sentiamo, stronza.” Mormorò Arianna, talmente piano che Augusto capì quel che voleva dire quasi solo dal movimento delle labbra. Naturalmente quella sequenza non sarebbe stata ripresa.

“Una sorpresa?” si incuriosì doverosamente Fabrizio.

“Proprio così – la voce si fece compiaciuta – ma ne riparleremo dopo la pubbliciiiiiità! A tra poco!”

Tornò il silenzio.

Non lo sopporto più! – la voce di Marcella si impennò come un cavallo impazzito, diventando così acuta da rasentare l’isteria – porca puttana, dovevo ritirarmi quando ero in tempo! Voglio tornare a casa mia!”

“Non puoi ritirarti, se sei stata nominata.” Disse cupamente Fabrizio, e Augusto si chiese perché non tenesse la bocca chiusa, visto che non era certo il momento di fomentare crisi di nervi, con a disposizione solo i quattro minuti scarsi della pubblicità.

“Un miliardo di euro. Tutte queste stronzate non valgono un miliardo di euro.” Arianna fissava il vuoto con una fissità che spaventava, e Augusto si chiese perché i produttori non volessero riprendere quei momenti: in quanto a pathos, c’era di che sconsigliarne la vista ai cardiopatici.

Tentò di stornare l’attenzione generale. “Nell’edizione del 2111 mi hanno detto che le votazioni erano pari per tutti e due i candidati, così non se ne è fatto niente.”

Marcella lo fissò con aria stravolta. “Davvero?”

“Davvero – confermò Augusto – hanno rimandato il tutto alla settimana seguente, invalidando le votazioni. Lo show è durato una settimana di più.”

“Io e Arianna abbiamo più o meno lo stesso pubblico – azzardò Marcella con flebile speranza – pensi che sia possibile…?”

“Sì.” Disse con decisione Augusto. Fabrizio si piegò verso di lui, mormorando rapidamente, cinicamente.

“Io mi ricordavo che a quell’edizione avevano eliminato entrambi i concorrenti…”

Augusto se lo scrollò di dosso come una mosca.

“…nella Caaaaaasa!” La voce del Giudizio li fece sussultare violentemente. Erano stati così presi dalla crisi di Marcella da non badare alle lampadine che li avvertivano della fine della pubblicità.

“Cosa ti succede, Marceeeeella?”

“Ho… p-p-paura…” Cercò di controllarsi (una tentativo commovente che di sicuro veniva seguito con trepidazione da milioni di spettatori), ma non ci riuscì troppo bene e le lacrime le colarono lungo il viso impiastrandole il trucco.

La presentatrice assunse un tono materno. “Su, su, non fare così… la sorpresa è proprio per te, lo sai? Asciugati gli occhi, così possiamo farti parlare con…”

Marcella guardò verso una telecamera.

“…con tuo paaaaaadre!”

Augusto sorrise del suo sorriso che ormai figurava in tutte le copertine del momento, mentre in studio partiva un applauso registrato all’ingresso della persona che, secondo le note biografiche pubblicate in tutti i rotocalchi, Marcella non vedeva dall’età di sei anni. C’era da aspettarselo, pensò.

“Adesso ti faccio parlare con lui, Maaaarcella! Come ti senti all’idea di ascoltare tuo padre per la prima volta dopo tutti questi aaaaaanni?”

Marcella si guardò intorno come un animale braccato. Ormai era al di là di qualsiasi emozione salvo la paura, esperienza che Augusto aveva provato la settimana precedente: quando l’attenzione generale veniva spostata su di te, ci si estraniava, diventando una specie di contenitore vuoto che rispondeva solo agli stimoli esterni. Arianna, che le teneva ancora le mani, sembrava leggermente più padrona di sé, perché le era stato lasciato quello scampolo di intimità che si poteva avere quando si veniva messi in secondo piano dalle telecamere.

“Io… papà, sei lì?”

“Sì, Marcella – la voce di un uomo anziano calò nella Casa come un fantasma – tesoro, voglio dirti che non ho mai smesso di pensarti, che ti sono tanto vicino e che ti aspetto fuori dalla Casa, per recuperare gli anni perduti, e…”

L’audio venne troncato, cosa che Augusto si aspettava fin dall’inizio. Dalla voce, quell’uomo gli era sembrato una persona decisa, il tipo di persona che dice chiaramente quello che pensa in barba al copione consegnato dietro le quinte, e questo non andava bene ai fini dello show.

“C’è stato un problema con l’aaaaaudio – disse infatti la voce della presentatrice – ma tuo padre è ancora qui, Marcella. Allora, come ti seeeeenti?”

   Lo chiede sempre e nessuno risponde mai sinceramente, pensò Augusto. Non che servirebbe, anche se siamo in diretta… ci vuol così poco a chiudere il collegamento, che mi chiedo se qualcuno là fuori si beva ancora la palla dei problemi tecnici…

Alzò le spalle. Naturalmente che se la bevevano tutti. Da spettatore, se l’era bevuta anche lui.

Alloooooora, ragazze, siete pronte ad aprire la buuuuuusta?”

Marcella e Arianna si guardarono con l’omicidio negli occhi. Anche questa era una cosa già vista: l’altra era una rivale, una concorrente che poteva farti eliminare con la sua sola presenza, un predatore odiato, da uccidere, e Augusto pensava a volte che i test psicologici e attitudinali che venivano fatti prima di entrare nella Casa avessero bisogno di un ritocchino. Era pur vero che, dopo il 2121, quando uno dei concorrenti era crollato accoltellando nel sonno due compagni prima di essere fermato, si prestava molta attenzione al fattore sanità mentale, ma quelle occhiate così cupe, brucianti… non sono affari miei, si disse con decisione, questa eliminazione non riguarda me.

“Mi stanno portando la buuuuusta – annunciò la voce – allora, come vi seeeentite?”

“Dio mio, Dio mio, salvami…” Arianna aveva chiuso gli occhi e mormorava a fior di labbra, Marcella continuava a guardarsi attorno senza vedere realmente niente. E continuavano a tenersi le mani.

“Sto aprendo la buuuuusta…”

Senza neanche accorgersene, Augusto si conficcò le unghie nei palmi. In studio doveva essere partito il rullo dei tamburi.

“Ho aperto la busta.” La voce si fece grave come richiedeva il momento. “Vorrei solo dire che ogni volta per me è uno strazio… dopo tanto tempo assieme, è un po’ come se fossimo tutti parte della stessa famiglia…”

   Avere i tuoi stessi geni, ci mancherebbe solo questo. Anche se non era direttamente interessato, Augusto aveva voglia di urlare. Evitò accuratamente di guardare le due ragazze abbarbicate l’una all’altra.

La presentatrice riprese a parlare. “Allora, ad essere eliminata è… Arianna!”

La ragazza gettò un grido che terminò in un singulto disperato, e nello stesso momento Marcella balzò dal divano allontanandosi da lei. Anche se erano abbastanza lontani, i ragazzi l’imitarono, indietreggiando precipitosamente fino alla parete. Arianna li guardò smarrita, senza alzarsi, come se fosse già rassegnata, ma di colpo l’istinto di sopravvivenza riprese il sopravvento e la ragazza scattò verso la porta a vetri che dava sul giardino, mentre in studio il rullo dei tamburi aumentava di volume fino a diventare quasi assordante. Augusto sperava che fosse abbastanza forte da coprire quel che sarebbe seguito, e non seppe trattenersi dal guardare fuori, come se ignorasse quel che doveva succedere, e Fabrizio lo imitò e lo imitò anche Marcella, come se non sapessero niente, ma naturalmente lo sapevano, e lo sapevano i telespettatori e lo sapeva anche Arianna, adesso Arianna sarebbe stata eliminata, anche se era arrivata al muro di cinta che chiudeva la casa del Grande Fratello isolandola dal mondo esterno, anche se si spezzava le unghie per issarsi sulla superficie liscia di cemento, anche se da fuori le incitazioni del pubblico (il pubblico era sempre dalla parte di chi veniva eliminato) superavano anche il rullo dei tamburi.

Il primo sparo fece fiorire la maglietta bianca in mezzo alla schiena, il secondo, quasi subito, dovette centrarle un’arteria importante, perché schizzò sangue come da una pompa. Arianna ricadde all’indietro come la controfigura di uno scadente film western, e Augusto vide chiaramente, anche da quella distanza, gli occhi che ruotavano come impazziti, le mani che si aprivano e si chiudevano, la testa che girava qua e là, come se cercasse ancora una via di fuga.

Un momento dopo ci fu il terzo sparo e la sua testa non c’era più.

Marcella, che era scivolata accasciandosi a terra contro il muro, si coprì il viso con le mani e cominciò a singhiozzare. Non male, potevi esserci tu al suo posto, pensò Augusto, riuscendo finalmente a distogliere lo sguardo. In tasca aveva le pillole contro la nausea che venivano distribuite ogni giovedì mattina, ma era vietato prenderle durante le riprese in diretta. Il groppo di vomito che aveva in gola avrebbe dovuto aspettare.

Il rullo di tamburi cessò e la presentatrice aspettò un intervallo decente prima di comunicare che avrebbero reso pubblici i nomi dei prossimi nominati dopo la presentazione delle scene più belle della vita di Arianna nella casa del Grande Fratello. Dagli altoparlanti si diffuse la voce malinconica di Freddie Mercury mentre, con eleganti effetti di dissolvenza, Arianna si muoveva sullo schermo dello studio.

Approfittando della momentanea interruzione del collegamento, Augusto si ficcò una mano in tasca, trovò il flaconcino con le pillole, se ne fece saltare parecchie in mano e le mandò giù senza acqua. Si appoggiò al muro, a occhi chiusi, aspettando che facessero effetto. Anche Fabrizio le prese, mentre Marcella continuò a piagnucolare, raggomitolata con le braccia sulle ginocchia.

“Se vuoi ritirarti – le disse alla fine Augusto, con una certa asprezza – adesso puoi farlo… se non sei tra i prossimi nominati, cioè.”

Marcella alzò lentamente la testa. “Se non sono tra i nominati faccio le valigie… oddio povera Arianna, la sua testa, hai visto, la sua testa, la sua testa non c’è più…” la voce le era salita a un tono isterico, e un momento dopo piangeva di nuovo, ma ne’ Augusto ne’ Fabrizio andarono a consolarla o cercarono di farla smettere. Andava bene che piangesse, anche durante la diretta. Era commovente.

Il video di Arianna arrivò alla fine e nello studio cominciarono le interviste ai familiari e agli amici. Pezzi di merda, l’avete lasciata venire a morire e adesso state attenti a non rovinarvi il trucco con le lacrime innescate con la glicerina, pensò furibondo.

“Tu perché l’hai fatto?” La voce di Fabrizio lo fece sussultare. Lo guardò interrogativo, senza capire. “Perché sei entrato in questa casa maledetta? Per i soldi?”

Augusto riflettè. C’era stato un tempo, tanto tempo prima, nel quale sapeva bene le ragioni per cui aveva partecipato alle selezioni e aveva infine varcato quella porta, ma gli ci volle un certo tempo per riuscire a individuarle e tradurle in parole. L’immagine di Arianna che si spezzava le unghie sul muro mentre da fuori la folla la incitava non gli si voleva cancellare dalla mente.

“Per i soldi – ammise – e perché è lo show più popolare della tivù, se ci pensi… chi vince diventa una star. E quando lo guardi da fuori sembra tutto così finto, voglio dire… hai sempre l’impressione che l’eliminato si rialzerà per uscire di scena con le sue gambe, no? E’ tutto diverso, da fuori.”

“Sì – convenne Fabrizio – è tutto diverso. Eppure…” La voce gli si perse nel vuoto.

“Cosa?”

“Perché nessuno si ritira? Anche quando sei qui, ed è tutto così reale… e sai che una nomina è quasi una sentenza di morte… perché siamo rimasti finora?”

Augusto ci pensò su. Pensare era difficile, all’inferno. “Perché mi vergognerei, a uscire così.” Disse infine. E tocca sempre solo a uno, e speri sempre di non essere tu tra i nominati, speri sempre di passarla liscia, fino alla settimana successiva, e a quella dopo, e a quella dopo ancora… e quando ci caschi, quando sei dentro e sei in trappola, non puoi più fuggire. Non puoi andare da nessuna parte.

Rimasero in silenzio.

Alla fine Marcella si risollevò, pulendosi alla meglio il viso con un kleenex tutto stropicciato. “Ricomincia il collegamento.” Disse accennando col mento alle lampadine.

Alloooooora, ragazzi – la voce del Giudizio trillava allegramente, dopo il messaggio dello sponsor e la pausa pubblicitaria – adesso vi darò la prossima prova settimanale, va beeeeene?”

“Siamo pronti, puttana.” Mormorò Fabrizio, e una sapiente interferenza cancellò l’ultima parola dal collegamento.

“Vi verranno dati dei passi di danza e un nastro, e dovrete imparare a fare una coreografia a tre! – lo disse con lo stesso tono che avrebbe usato per regalare cento milioni di euro – se supererete la prova avrete cento euro per fare la speeeesa!”

Fabrizio e Augusto si guardarono, poi fu Augusto a decidersi a fare la domanda che nessuno voleva mai fare. “E se non la superiamo?”

La voce si fece allegramente compassionevole. “Vi verranno amputati gli indici della mano sinistra. Allora, come vi sentite all’idea di questa nuova sfiiiiida?”

Nessuno rispose.

“Troverete i fogli con le istruzioni e il cd con la musica nel confessionaaaaaale – proseguì la voce – allora, vi auguro buona fortuna e apriremo i fogli con le nomine dopo la puuuuubblicità!”

I quattro minuti passarono senza che nessuno parlasse. Fabrizio si stringeva la mano sinistra, con fare ridicolmente protettivo, Marcella sembrava stordita, Augusto ripensava alle prime settimane, quando avevano fallito delle prove ed erano stati (la prima volta) cosparsi di pece e piume, per poi essere (la seconda volta) rinchiusi nel confessionale mentre nel pavimento passavano dei fili di corrente a bassa tensione, e infine, tre settimane prima, odontoiatri professionisti avevano estratto un molare a testa ai concorrenti che avevano fallito. Augusto non aveva ancora smesso di sentire le pulsazioni alla gengiva, quando il suo vecchio, caro dente un po’ consunto era stato strappato dalla sua sede. Il taglio di un indice non doveva essere tanto male, al confronto. Vanno sempre a peggiorare, man mano che si va avanti. Altrimenti il pubblico si annoia, dopo un po’, come succedeva nelle prime edizioni, quando c’era ancora la legge sui diritti umani e più in là di tanto gli autori non potevano spingersi. C’è mancato poco che la trasmissione fallisse, prima che si decidesse di applicare il nuovo regolamento…

Tornarono in onda. Ormai i tre ragazzi erano al di là di ogni possibile emozione, e reagirono a malapena alle facezie della voce della presentatrice, che cercava di stuzzicare la curiosità loro e del pubblico chiedendo cosa pensavano degli indici di gradimento, e se secondo loro il pubblico era stato ingiusto nel votare l’eliminazione di Arianna.

Alloooooora, per non tenervi ancora più sulle spine, adesso apro la buuuusta! – annunciò alla fine, quando fu chiaro che non avrebbe ottenuto nessuna reazione significativa – siete proooonti?”

“Vai con la mattanza, troia.” Disse Fabrizio, ma l’audio andò via e si vide solo il labiale.

“Bene, bene, leggo qui… Fabrizio… sei stato nominaaaaato.”

Fabrizio richiuse la bocca, giallastro in viso.

“Sei sorpreeeeeso?”

Silenzio.

“E a farti compagnia… Auguuuuusto!”

Ovviamente, pensò lui senza alcuna emozione, dopo aver nominato due ragazze, dovevano essere nominati due ragazzi. Strano: anche se non provava niente, sentiva le viscere che gli si attorcigliavano come serpenti epilettici, e si sforzò di ignorarle. Vide Marcella, che aveva in faccia l’espressione di chi si sente concedere l’amnistia. Sia raddrizzò, si spazzolò la maglietta e sorrise di un sorriso dolce, bellissimo, che non venne ripreso esclusivamente perché il momento era inappropriato.

“Come ti seeeeenti, Augusto? Sei sooorpreso?”

“Un… un po’ – si sentì dire Augusto – ma la nomina non significa niente, dopotutto, vero?”

Veeeeero – si associò la voce – allora, adesso vi lascio perché c’è la puuuublicità!”

Ancora? Pensò stancamente Augusto.

“Mi raccomando la prooooova!”

E, senza aspettare una risposta (giunti a quel punto della trasmissione, sarebbe stato quantomeno imprudente), il collegamento venne tolto.

Fabrizio si trascinò al divano, ci si lasciò cadere, rimase immobile. Augusto si passò la lingua sulle labbra, più e più volte, riuscendo a pensare soltanto che doveva andare a prendere la musica nel confessionale, perché di sicuro prima della fine della trasmissione l’avrebbero voluta far sentire al pubblico, e magari mostrare qualche passo… devo salvaguardare il mio indice sinistro, si disse, ma non riusciva a muoversi. Riuscì soltanto a girare la testa verso Marcella.

“Contenta? Non sei stata nominata.”

La ragazza lo guardò, raggiante. “Lo sapevo che il pubblico non mi avrebbe eliminata… le votazioni per le nomine le fate voi, non il pubblico!” Il tono era vagamente d’accusa e Augusto si sentì irritato. La considerazione che Marcella era stata nominata proprio da lui era marginale, in quel momento.

“Adesso puoi fare quello che avevi detto prima. Puoi fare i bagagli e tornare a casa.” Le disse.

Il viso di Marcella si contrasse, come se fosse stato punto da spilli. Guardò lui, guardò Fabrizio che continuava a rimanere immobile, guardò la telecamera. Il suo viso tornò calmo, composto. Augusto seppe quel che avrebbe detto prima ancora che parlasse.

“Ho cambiato idea. Questa settimana è andata bene, quindi il pubblico mi è affezionato, sarebbe un peccato mollare adesso.”

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