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Il mago

Un’ombra oscurò il tavolo e Talia alzò lo sguardo: un uomo, avvolto e incappucciato in un ampio manto scuro, stava scostando la sedia davanti a lei e si stava sedendo, con la massima naturalezza.
– Buongiorno, madamigella – disse, abbassandosi il cappuccio e rivelando un volto piuttosto giovane, sui venticinque anni, abbronzato dal sole impietoso di Anther Fell. Non era un indigeno. I capelli che gli sfioravano le spalle erano biondo scuro, gli occhi verde cupo, come il mare. Sopra la radice del naso spiccava un tatuaggio dorato a forma di falce, che lo identificava come un appartenente alla Corporazione dei Maghi. Talia fu subito all’erta. I maghi erano generalmente al servizio del signore locale.
– Chi siete? – chiese circospetta, raddrizzando le spalle per nascondere la sua debolezza emotiva, notando con la coda dell’occhio che l’oste aveva smesso di parlare con una delle serve per guardare nella loro direzione: due forestieri liberi insieme non erano spettacolo comune.
– Un amico, Talia di Malar.
Si sentì gelare il sangue. – Temo mi confondiate con qualcun’altra – disse, e si alzò. – Vogliate scusarmi.
Il mago non accennò alcuna reazione, e fu un bene, perché Talia aveva già nel palmo la sua lama sottile, più affilata della falce lunare dopo il novilunio, pronta a usarla se quell’individuo avesse solo accennato ad alzare la voce, chiamare i soldati, o qualsiasi altra cosa.
– Non vi confondo con nessuno, e se fossi in voi tornerei a sedermi. Siamo entrambi stranieri e attirare l’attenzione è l’ultima cosa che vogliamo – replicò il mago, fissandola negli occhi. Talia esitò.
– Da dove provenite?
– Nonostante risieda qui da diverso tempo, per conoscervi posso appartenere solo al Malar – fu la divertita risposta. – Il vostro ritratto si trova in tutti i templi e nel palazzo di giustizia, gentile fanciulla.
Talia si rilassò… solo un poco.
– Il vostro nome?
– Tarken. Cosa ne dite di sedervi?
Talia si appoggiò alla sedia, pronta a balzare via al primo movimento sospetto. – E cosa vuole da me Tarken il mago? Incassare la taglia?
Il giovane si guardò rapidamente attorno, pur senza notare quel che Talia teneva già d’occhio: l’oste, che aveva smesso di fissarli e stava parlottando con un servo. – Non è cosa di cui si possa discutere in un posto come questo, i muri hanno occhi e orecchie…
– Non m’interessa – lo interruppe Talia, la lama nascosta nella mano. – Non so chi voi siate, e tantomeno se posso fidarmi. Quindi parleremo qui, o non parleremo affatto.
Il mago non insistette. – Presumo vi troviate in Anther Fell per via di vostra sorella, o sbaglio?
Talia tacque, sforzandosi di non tradire la sorpresa. Come fa a saperlo? Nessuno sa di noi due… o sì?
Tarken sospirò. – Madamigella, non ho dubbi che abbiate le vostre ragioni per essere tanto sospettosa, ma vi prego di credermi se vi dico che, qualora avessi voluto, avrei potuto danneggiarvi in maniera molto più diretta che sedendomi a chiacchierare. Inoltre, sono un fuorilegge quanto voi: se da quella porta entrasse qualche soldato, vi assicuro che sarei il primo a balzare dalla finestra, foss’anche sprangata. Ho il cavallo qui fuori, slegato e pronto. Vi basta?
– Anche la vostra faccia si trova in tutti i templi? – chiese Talia in tono irridente, domandandosi cosa potesse avere fatto un mago per diventare un ricercato. Aveva idea che un uomo del genere potesse compiere illegalità molto più… fantasiose, rispetto a una comune tagliaborse come lei.
– Il palo più alto del regno attende la mia testa – rispose Tarken. – Sto rischiando molto per parlare con voi, perciò mi scuserete se metterò da parte i convenevoli. Conosco la vostra fama, so benissimo cosa si dice nel Malar su di voi.
Talia assunse un’espressione educatamente interrogativa. Tarken sbuffò, stizzito da quella divagazione inutile.
– So che si dice siate capace di essere in due posti contemporaneamente, che siete una strega… – agitò una mano in un gesto vago – … e un mucchio di simili sciocchezze. Pensavo fossero le solite chiacchiere da osteria, fino a ieri, quando hanno portato gli schiavi e ho visto vostra sorella. Ma solo poco fa ho compreso come stanno le cose.
– Ah, sì?
– E’ molto astuto fingere di essere un’unica persona. Siete gemelle, vero? Distinguervi è pressoché impossibile.
– Avete visto mia sorella? Stava bene?
– Non la definirei “arzilla”, ma sì, è viva e passabilmente sana. Sapete già che il mercato degli schiavi si terrà domani?
Il senso di soffocante impotenza, che aveva quasi dimenticato, tornò a soverchiarla. Talia fece per alzarsi nuovamente. – Infatti. Perciò ho poco tempo a disposizione, quindi vi ringrazio per la riunione fra compatrioti, ma…
Sedetevi – ordinò con distacco Tarken, e il corpo di Talia, come governato da fili invisibili, tornò immediatamente a sedersi. Cercò di muovere i muscoli per fuggire, ma era come se dal collo in giù non appartenesse più a se stessa. Fissò su Tarken occhi enormi e spaventati.
– Mi ascolterete fino alla fine – disse il mago sfiorandosi il tatuaggio sulla fronte, con fare ammonitore, – e riporrete quella lama nel suo fodero. Adesso. Il mio tempo è più prezioso del vostro, come pure la mia vita, perciò non vi permetterò di farmi sprecare né l’uno né l’altra. E’ chiaro?
Talia si accorse di avere di nuovo il controllo del suo corpo, e la prima cosa che fece fu nascondere la lama nella guaina legata al polso. Rimase zitta, pallida e con l’idea di essere ancor più nei pasticci di quanto non fosse già, mentre il mago riprendeva a parlare. Non è molto piacevole, trovarsi dall’altro lato di un incantesimo, pensò, sempre che quello che mi è successo al castello fosse magia… e cos’altro potrebbe essere?
Decisamente, era nei pasticci fino al collo.
– Non siete la sola a tenere d’occhio Randur – iniziò Tarken, – sono molti giorni che i miei compagni e io ci diamo il cambio, nella speranza di trovare quel che sicuramente cercate anche voi… uno spiraglio. Purtroppo la roccaforte è inespugnabile, e le segrete lo sono ancora di più. L’usurpatore che siede sul trono di Anther Fell sorveglia i sotterranei più di quanto non guardi le mura, credetemi.
Talia non commentò. Le parve la condotta più prudente.
– Se volete liberare vostra sorella, sappiate che anche noi desideriamo sottrarre qualcuno alla prigionia. I nostri interessi coincidono, e ritengo che un gruppo organizzato abbia maggiori possibilità rispetto a una sola persona, non credete?
Non poteva esimersi dal parlare, stavolta. – Di che gruppo parlate?
Tarken la scrutò ancora un momento, come se stesse soppesando la possibilità di fidarsi o meno. La voce suonò ferma quando le disse: – Siamo gli ultimi rimasti, tra quelli fedeli al legittimo sovrano di Anther Fell. Nessun altro, all’infuori di noi, conosce la verità o nutre qualche speranza. Se riuscissimo nell’impresa, potremmo rendere la pace al regno, ponendo fine a una situazione che dura ormai da troppo tempo.
Dovrei gettarmi dalla padella nella brace?
Cercò di tergiversare. – Non voglio fare la guastafeste, ma… mi risulta che il precedente re sia morto da una ventina d’anni, giorno più giorno meno. Rimetterlo sul trono sarebbe complicato, anche senza usurpatore.
– Ventidue, per l’esattezza – replicò Tarken, tranquillo. – Ma il suo sangue non è morto con lui. Esiste qualcuno che può legittimamente rivendicare la corona e scalzare l’usurpatore dal ruolo che occupa indegnamente.
– Qualcuno che al momento si trova nelle segrete di Randur, presumo.
Tarken si limitò a sorridere.
E cosa vi fa pensare che faccia qualche differenza mettere un paio di natiche sul trono, piuttosto che un altro paio?
pensò Talia, ma lo tenne per sé. A parte il fatto che non erano affari suoi, non gliene importava niente: mentre i grandi del mondo conosciuto si davano battaglia e si sopraffacevano a vicenda, i comuni mortali come lei, come sua sorella, come la sguattera che minacciava con la scopa gli uomini che commentavano la scollatura del suo corpetto, si arrabattavano a campare meglio che potevano. Così era da sempre e così sempre sarebbe stato, qualsiasi cosa avesse in mente quel Tarken.
– Sapete come penetrare nelle segrete, quindi? – chiese, sgomberando la mente da considerazioni  inutili per concentrarsi su ciò che davvero le stava a cuore.
– Voi sapete come muovervi entro una prigione? – chiese di rimando Tarken, condensando in quelle due domande tutto ciò che entrambi avevano bisogno di sapere per decidere di stringere o meno un patto di alleanza. Rimasero in silenzio un istante, come per suggellare l’accordo.
Eppure, se fossi al suo posto… che senso ha proporre a una sconosciuta, una fuorilegge da due soldi, di entrare in un’impresa dove è indispensabile fidarsi dei propri alleati?

– In quanti siete? – chiese alla fine, per valutare le forze dei suoi nuovi compagni. – Avete un’idea di come siano le prigioni, all’interno? Sapete dove tengono gli schiavi e dove si trovi il vostro principe?
– Principessa – rettificò Tarken. – Nessun discendente maschio del re è stato lasciato in vita, ovviamente.
– Mi sorprende che sia viva costei, a essere sincera.
– Non siatelo. E’ una giovane avvenente, e l’usurpatore brucia dal desiderio di averla per sé.
– Cosa gli impedisce di prendersela? Ha già moglie?
Tarken sorrise con cinismo. – Più d’una, a quanto ne so. Ma non può prendere lei. Corre voce che un mago abbia fatto un incantesimo sulla castità di questa fanciulla, che se violata avrebbe conseguenze… diciamo spiacevoli per l’aggressore.
– Presumo che da questo dipenda la vostra condizione di fuorilegge, dunque?
– Una condizione che trovo piuttosto scomoda – ammise Tarken, – ma sono i guai a cui si va incontro quando si decide di donare la fedeltà alle persone giuste.
– O a quelle sbagliate. – Non seppe trattenersi dal pungolarlo. Per essersi preso tanto a cuore quella ragazza, veniva da chiedersi se Tarken non avesse interessi ben più personali che una questione d’onore. – Posso sapere per quale motivo uno straniero come voi offre i propri servigi al sovrano di Anther Fell?
– Un mago si reca laddove c’è bisogno del suo operato – fu la risposta, – esattamente come per chiunque altro… ladri inclusi.
Talia riflettè. Il mago sembrava intelligente e capace, tutt’altro che sprovveduto. Allora perché fa la stupidaggine di proporre a me di entrare nel complotto? Certo, quella era la risposta a tutte le sue preghiere, ma dubitava che Tarken fosse lì per esaudire il desiderio di una tagliaborse.
– A puro titolo di curiosità personale, avete detto che sono molti giorni che sorvegliate il castello. Avete notato niente di strano, oggi?
Tarken inarcò un sopracciglio.
– Una colluttazione, per esempio – lo imbeccò Talia, tutta zucchero. – Tra una forestiera e un soldato, risoltasi assurdamente in favore della prima. Ne sapete nulla?
– Gli dei sono stati benevoli con voi, cara compatriota – rispose il mago, ma l’attimo dopo, forse comprendendo che Talia non intendeva lasciar cadere la questione, alzò una mano a prevenire proteste. – D’accordo, ho visto quello che è successo e ammetto di esserne rimasto colpito. Non dubito che la vostra fama sia meritata, e che potrebbe tornare molto utile alla causa che servo. Va bene?
Talia valutò se rivelargli che non aveva la minima idea di cosa fosse accaduto nel cortile del castello, ma temeva che questo potesse fargli cambiare idea sull’opportunità di farla entrare nelle segrete. D’altro canto, chi meglio di un mago potrebbe spiegarmi…
– Quanto successo non è dipeso dalla mia volontà – disse, cautamente.
Tarken non parve contrariato. – Certo che no, occorrono lunga pratica e studi approfonditi per usare la magia, mia cara. Tuttavia, in certi momenti, il bisogno e l’Invisibile coincidono, soprattutto se si è molto vicini alla fonte del proprio potere.
– Temo di non capire. C’è qualche fonte di potere magico, a Randur?
Tarken si passò una mano tra i capelli, con ostentazione. – A parte me, intendete?
La vanagloriosa battuta le strappò un mezzo sorriso, pur non lasciandola per niente convinta. Nata in una famiglia di mercanti caduta in disgrazia, Talia non sapeva niente di quello che per Tarken doveva apparire ovvio, e non voleva sembrare sprovveduta di fronte a qualcuno che poteva darle ciò che voleva.
– Mi sentivo osservata nell’ombra, infatti – si limitò quindi a dire, per chiudere quella parentesi che la metteva a disagio. – Ma non sapevo che bastasse la vicinanza di un mago, per farmi ridurre in quel modo una sentinella.
– Un piccolo aiuto dall’Invisibile a qualcuno particolarmente sensibile – rispose Tarken, alzando le spalle. Sembrava intenzionato quanto lei a tagliare corto, notò Talia.
– Un piccolo aiuto dall’Invisibile, o da qualche mago che si trovava nei paraggi?
– E perchè avrei dovuto farlo, di grazia? – le chiese Tarken, con un sorrisino.
Giusto, perchè avrebbe dovuto?
Talia lo scrutò a disagio. Vicino alla fonte del proprio potere…
La porta della locanda si aprì con fracasso ed entrambi trasalirono voltandosi, ma era solo l’oste che usciva. Tarken si rilassò subito, ma Talia serrò le labbra. Si tirò su il cappuccio, per nascondere i capelli chiari.
Mani di drago le chiamano, anche se di solito questa particolarità si limita a un paio di scosse quando si stringe la mano a qualcuno – stava dicendo Tarken, ascoltato solo a metà. – Non escludo che parte della tua abilità nel borseggio dipenda da questo, e buon per te se è così. Comunque, ciò che mi interessa è soltanto il tuo aiuto per attrarre meno guardie possibile, visto che ti sarà molto facile forzare le serrature senza richiamare metà castello… mi stai ascoltando?
– Usciamo – disse bruscamente Talia, alzandosi. Erano passati a darsi del tu senza neanche farci caso. – Possiamo finire di parlare mentre andiamo dai tuoi compagni. – Fece per lasciare delle monete sul tavolo, ma Tarken le scostò la mano e pagò lui. – Spicciati. Tirati su il cappuccio.
Il mago si accigliò per quel tono sgarbato, ma non fece commenti e la seguì fuori dalla locanda. – Quello è il mio cavallo. Può portarci entrambi – disse indicandolo.
– Ottimo, allora leviamo l’incomodo.
Tarken aveva le mani sul collo dell’animale quando si trovarono circondati. Sette od otto soldati, che parevano comparsi dal nulla, puntavano contro di loro le picche mentre serravano il cerchio. Talia scosse la testa, pensando che il caldo le aveva annebbiato i riflessi: nel Malar non le era mai successo di finire in trappola così stupidamente. Ed erano già in allarme per quel che è successo al loro compagno. Sto infilando una stupidaggine dietro l’altra.
Che importa, il drago mi aiuterà…

Le venne voglia di gridare per quell’idiozia che non la mollava un attimo. Anther Fell, reame di barbari e di follie continue!
– E’ bella alta la taglia sulla tua testa, eh? Per me non si sono mai scomodati tanto. – Intravide l’oste, al sicuro oltre la porta aperta della locanda, che li fissava come se stesse già contando le monete.
– Peccato che sia una fuorilegge anche tu – replicò Tarken, niente affatto turbato. – Con quel che valgo, potresti ricomprare tua sorella.
Una delle guardie si fece avanti, strappò il cappuccio al mago con un gesto rude e sorrise trionfante nel vedere il tatuaggio tra le ciocche color sabbia.
– Tarken di Malar, che bella sorpresa! Sei qui per attentare ancora alla vita del nostro signore?
– Sono qui per rendere un servigio a tutti noi, Oras – replicò il mago con calma. – Gli dei non vogliano che un domani tu debba scoprire la verità e renderti conto che è troppo tardi per rimediare.
Talia valutò il cavallo: giovane e reattivo, con una bella spronata forse sarebbe riuscito a travolgere le guardie prima che potessero ferirlo in modo da impedirgli di galoppare.
– Ho sempre pensato che non c’era da fidarsi di uno straniero – replicò il soldato. – Alla prima occasione, hai azzannato la mano che ti sfamava, da quel cane che sei!
– Una mano lorda di sangue innocente come poche altre, perfino tra gli aristocratici. Non voglio farti del male, Oras, ma non ti permetterò di ostacolarmi. Fatti da parte.
– Silenzio! Tu e la tua amichetta potete cominciare a camminare. Muovetevi!
Tarken lo ignorò, come se non avesse una picca puntata contro lo stomaco, e si rivolse a Talia. – Da questo momento sei in debito con me – le disse. – Tienilo a mente, qualora ti venisse idea di crearmi problemi.
– Cos…
D’un tratto si sentì sollevare, come una bambola di pezza. Quel mago non era solo incredibilmente controllato, malgrado la giovane età, era anche forte come un felino del deserto. Talia si trovò sul dorso del cavallo prima di capire cos’era successo.
– Axos conosce la strada – disse Tarken, e diede una pacca sul posteriore dell’animale. – Non cercare di guidarlo e ti condurrà a destinazione. Ci rivedremo presto!
Talia si aggrappò alle briglie mentre il cavallo si scagliava in avanti, travolgendo nello slancio i soldati che gli stavano di fronte, per poi partire al galoppo lungo la strada, con la gente che si gettava da tutte le parti per levarsi dalla traiettoria.
Come farà Tarken, tutto da solo? E come mi accoglieranno i suoi compagni, quando mi vedranno arrivare in sella al cavallo del mago, senza mago, e con la notizia che il mago è stato catturato?

Osò guardare indietro, da sopra la spalla, ma ormai era già troppo lontana. Tornò a guardare avanti appena in tempo per rendersi conto che il cavallo aveva intenzione di spiccare un salto oltre un muro, per accorciare la strada che conduceva alle porte della città. Chiuse gli occhi, scegliendo di non voler sapere da dove provenissero quelle grida, imprecazioni, tonfi e strilli, e non li riaprì finché non si rese conto che era da un pezzo che il galoppo procedeva liscio, senza scosse, senza curve.
Stavano correndo verso il deserto, in direzione delle rovine del Colosso di Ftial.

8 thoughts on “Il mago”

  1. kristi87 says:

    C’è un piccolo problemino: usando i tasti di navigazione a fine capitolo ti salta dal capitolo ‘Il Mago’ a ‘Il passaggio’, saltando ‘I ribelli’.
    Piccola segnalazione (no più che altro, perché c’ero rimasta come una scema, a chiedermi come cavolo avesse fatto Tarken a darsi così in fretta!).

    1. Lem
      Lem says:

      Sì lo so, avevo programmato il post e non mi sono accorta che così facendo si sfalsava l’ordine ^^;;;;
      Spero di essere riuscita a sistemare, in ogni caso devo aggiornare le FAQ. Guardare gli articoli è Male, guardare la lista dei capitoli nel menu a tendina è Bene.
      (almeno finchè non trovo un plugin che mi permette di inserire in home soltanto i post di determinate categorie)

  2. Elnor says:

    Altro capitolo altra conferma di quanto già detto in precedenza: è un fantasy classico e lo stile è ridondante e adolescenziale.
    C’è molto da sfoltire e snellire per renderlo scattante e non voglio fare qui nessuna lista di correzioni. Se lo desideri posso mandarti via mail la revisione, ma mi sento ridicolo solo a proporlo (non sono io lo scrittore).
    Il buono è nella storia, che nonostante i clichè tipici da fantasy, prende ritmo e nei personaggi che diventano più “consistenti” e coinvolgenti. I dialoghi sono discreti, ma un paio di passaggi non sono naturali e andrebbero rivisti.
    Mi sa che mi prendo una pausa nella lettura e leggo qualcosa di più recente (tipo il Marchio).

    1. Lem
      Lem says:

      Se te la senti, mi interesserebbe molto vedere cosa secondo te andrebbe migliorato ^^ Per onestà, però, devo dirti che non penso di riprendere in mano questa storia a breve.

  3. Elnor says:

    Oky
    Appena ho tempo te l’invio.
    Se posso dire la mia, raramente vale la pena riprendere le vecchie storie (forse per un’idea molto buona) e di solito è meglio fare una ristesura.
    Lavora sulle cose nuove e stimolanti ;D

    1. Lem
      Lem says:

      Sono d’accordo con te, specialmente per una storia come questa, che è un clichè. L’ho scritta volentieri e ci sono molto affezionata (senza contare che ha destato l’interesse di due editori), però credo che, salvo un caso eccezionale, rimarrà così. Ma conoscere i difetti visti da un occhio imparziale sarebbe utilissimo *_*
      (tra l’altro, se apprezzi la fantascienza, New Babel è stato scritto quasi in contemporanea con Il Marchio)

      1. Elnor says:

        La fantascienza è l’unico dei miei amori letterari che non è tramontato. Non ancora almeno.
        Grazie del consiglio.
        Se posso accedere a New Babel, lo inizio in settimana.

        1. Lem
          Lem says:

          Sì puoi tranquillamente leggerlo. Non è ancora tutto online ma la storia è terminata, tempo un paio di giorni e sarà tutto su. Il parere di un appassionato di SF sarà prezioso.

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